Nata nel 2018 dall’esperienza del movimento delle Agende Rosse di Salvatore Borsellino, l’Associazione Peppino Impastato e Adriana Castelli Milano opera ogni giorno per diffondere la cultura della legalità, della giustizia e della partecipazione civile, con un’attenzione particolare rivolta alle nuove generazioni.
In questi anni l’associazione ha costruito un importante percorso educativo e culturale attraverso incontri nelle scuole, mostre itineranti, presìdi di legalità, percorsi PCTO e momenti pubblici di riflessione con testimoni, familiari di vittime di mafia, magistrati, giornalisti e cittadini impegnati.
Oggi questo cammino trova casa in due luoghi simbolici e concreti.
La “casa della legalità” di Bollate, inaugurata nel maggio 2025, è uno spazio aperto alla cittadinanza dove memoria, formazione e partecipazione si incontrano. Qui si svolgono attività educative, doposcuola, incontri pubblici, laboratori per giovani e adulti, presentazioni di libri e momenti di progettazione condivisa. Un luogo vivo, pensato per il quartiere e per il territorio, dove la legalità diventa esperienza quotidiana.
Il “Mupal” Museo Permanente della Legalità, un progetto culturale innovativo che ospita in modo stabile le mostre dell’associazione dedicate alle storie di uomini e donne che hanno sacrificato la propria vita per la verità e la giustizia. Non un museo statico, ma uno spazio dinamico, capace di accogliere scuole, famiglie e cittadini in percorsi di riflessione, laboratori e visite guidate, per trasformare la memoria in consapevolezza e responsabilità. Il MuPaL prende vita all’interno di un bene confiscato alla criminalità organizzata. Ed è proprio questo elemento a renderlo qualcosa di più di un semplice spazio espositivo. Un bene confiscato rappresenta infatti una vittoria concreta dello Stato e della collettività contro il potere mafioso: un luogo che prima incarnava controllo, intimidazione o profitto illecito viene restituito ai cittadini e trasformato in occasione di crescita sociale e culturale. Restituire un bene confiscato alla comunità significa cambiare radicalmente il significato di quello spazio. Dove prima vi era esclusione, si crea partecipazione. Dove c’era silenzio, nasce confronto. Dove la criminalità esercitava potere, oggi si costruiscono relazioni, conoscenza e responsabilità civile.
All’interno del museo trovano spazio le mostre permanenti dell’associazione, tra cui “Uno dieci cento Agende Rosse… quale democrazia?” e “Uno dieci cento donne e uomini che…”, percorsi narrativi e visivi che raccontano storie di uomini e donne che hanno dedicato la propria vita alla ricerca della verità e della giustizia: da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino a Peppino Impastato, da Rita Atria a Lea Garofalo, passando per magistrati, giornalisti, testimoni di giustizia e cittadini comuni che hanno scelto di non voltarsi dall’altra parte.Le scuole rappresentano uno degli interlocutori principali del progetto. Gli studenti non sono semplici visitatori, ma protagonisti attivi di percorsi di riflessione e cittadinanza: visite guidate, attività PCTO, laboratori, incontri con testimoni e momenti di confronto permettono ai ragazzi di sviluppare spirito critico e consapevolezza civile.
Accanto alla dimensione educativa, il MuPaL vuole diventare anche un presidio sociale permanente per il quartiere e il territorio. Lo spazio ospita infatti incontri pubblici, dibattiti, presentazioni di libri, attività aggregative, sportelli di ascolto e progettualità condivise con associazioni, scuole e cittadini. Particolarmente importante è proprio il valore simbolico della restituzione collettiva del bene confiscato. In territori dove spesso la mafia viene percepita come lontana o invisibile, il MuPaL dimostra concretamente che la criminalità organizzata riguarda tutti e che tutti possono contribuire alla costruzione di una società più giusta. Trasformare un luogo sottratto alla criminalità in un presidio di cultura e partecipazione significa lanciare un messaggio forte: i beni confiscati non devono diventare spazi vuoti o semplici simboli istituzionali, ma luoghi vissuti, attraversati e custoditi dalla comunità.
Per le prenotazioni di visite guidate scrivere a: unodiecicentomi@gmail.com; Pagina instagram: Mupal Museo