Verso il 2027: apriamo un percorso di confronto sul futuro dell’Italia
di FRANCESCO BEDESCHI
Le prossime elezioni politiche italiane si terranno nel 2027. Può sembrare un appuntamento ancora lontano, ma le idee, le priorità e le scelte che orienteranno quel passaggio si stanno costruendo già oggi. Per questo ATTIVANZA ha deciso di avviare un percorso di approfondimento e partecipazione dedicato alle grandi questioni che segneranno il futuro del Paese e dell’Europa. Non si tratta di costruire un programma elettorale né di sostenere una parte politica. L’obiettivo è piuttosto quello di creare uno spazio di confronto informato e aperto, nel quale discutere le trasformazioni in corso e interrogarsi sulle possibili direzioni che l’Italia potrebbe intraprendere nei prossimi anni. Crediamo infatti che la qualità della democrazia dipenda anche dalla capacità di affrontare i grandi temi del presente con strumenti di analisi, approfondimento e partecipazione, evitando che il dibattito pubblico si riduca a slogan o contrapposizioni superficiali.
Le elezioni del 2027 si svolgeranno in un contesto particolarmente complesso. Negli ultimi anni abbiamo assistito a cambiamenti profondi sul piano economico, tecnologico, ambientale e geopolitico. Le conseguenze della pandemia, la guerra in Ucraina, i conflitti in Medio Oriente, la crescente competizione tra grandi potenze, l’accelerazione dell’intelligenza artificiale e gli effetti sempre più evidenti della crisi climatica stanno modificando il quadro internazionale e influenzando direttamente le scelte dei governi europei.
Anche l’Unione Europea sta attraversando una fase di ridefinizione delle proprie priorità. Temi come la competitività industriale, l’autonomia strategica, la sicurezza energetica, la politica migratoria, la regolamentazione delle tecnologie digitali e il rafforzamento delle capacità di difesa occupano oggi una posizione centrale nell’agenda europea. Si tratta di questioni che avranno inevitabilmente un impatto sulle politiche nazionali e che richiederanno ai governi di compiere scelte sempre più rilevanti in termini di investimenti, risorse pubbliche e indirizzo politico. Per questo motivo riteniamo che le prossime elezioni non possano essere lette esclusivamente come una competizione tra partiti o coalizioni. Esse rappresenteranno anche un’occasione per discutere quale ruolo l’Italia intenda svolgere all’interno dell’Unione Europea e quale contributo voglia offrire alla costruzione del futuro europeo. Sempre più spesso le decisioni che incidono sulla vita quotidiana delle persone vengono prese o coordinate a livello sovranazionale: dalle politiche economiche a quelle ambientali, dalla regolamentazione delle piattaforme digitali alle strategie energetiche e industriali. Comprendere questi processi è quindi essenziale per valutare le proposte politiche che verranno avanzate nei prossimi anni.
Un aspetto che ci interessa approfondire riguarda proprio la visione di lungo periodo che sta dietro alle scelte politiche. Ogni proposta, ogni programma e ogni decisione pubblica presuppongono infatti una certa idea di società, di sviluppo e di relazioni internazionali. In altre parole, riflettono una determinata visione del mondo e del posto che l’Italia desidera occupare al suo interno.
Quale modello economico e sociale vogliamo perseguire? Come conciliare sostenibilità ambientale, benessere collettivo e sviluppo economico? Quale ruolo dovrebbe avere il nostro Paese nelle istituzioni europee e internazionali? Come affrontare le trasformazioni tecnologiche e produttive che stanno ridefinendo il mercato del lavoro e la distribuzione della ricchezza? Sono domande che spesso rimangono sullo sfondo del dibattito quotidiano ma che, in realtà, orientano molte delle scelte concrete che riguardano la vita delle persone.
Tra i temi che intendiamo affrontare vi è anche il significato stesso della parola “sicurezza”, sempre più presente nel linguaggio politico contemporaneo. Negli ultimi anni questo concetto è stato spesso associato alla difesa dei confini, all’ordine pubblico o alle minacce provenienti dall’esterno. Tuttavia, esistono interpretazioni più ampie che meritano attenzione. La sicurezza può infatti essere letta anche come capacità di garantire condizioni di vita dignitose e stabili alle persone e alle comunità. In questa prospettiva, la sicurezza riguarda la disponibilità di energia accessibile e sostenibile, la tutela del territorio dagli effetti del cambiamento climatico, la resilienza delle infrastrutture, la qualità del sistema sanitario, l’accesso all’istruzione, la stabilità occupazionale e la riduzione delle disuguaglianze sociali e territoriali.
Una società attraversata da profonde fragilità economiche, ambientali o sociali può essere vulnerabile quanto una società esposta a minacce esterne. Per questo riteniamo importante promuovere una riflessione che tenga insieme le diverse dimensioni della sicurezza, evitando approcci parziali e semplificazioni. Discutere di priorità significa infatti interrogarsi su quali rischi consideriamo più rilevanti e su quali strumenti riteniamo più efficaci per affrontarli. Un ulteriore elemento che vorremmo portare al centro della discussione riguarda il rapporto tra obiettivi dichiarati e strumenti concreti. In una fase storica caratterizzata da risorse limitate e sfide sempre più complesse, non basta indicare ciò che si vorrebbe realizzare. È altrettanto importante comprendere come si intenda farlo.
A chi si candiderà a governare il Paese non chiederemo soltanto quali obiettivi si propone di raggiungere, ma anche quali strumenti legislativi, amministrativi ed economici intenda utilizzare per conseguirli. Quali risorse saranno necessarie? Quali priorità verranno definite? Quali tempi saranno realisticamente richiesti? Quali effetti potrebbero derivare dalle scelte proposte?
Crediamo che una cittadinanza informata debba poter valutare non soltanto le finalità delle politiche pubbliche, ma anche la loro fattibilità e coerenza. Comprendere il funzionamento delle istituzioni e dei processi decisionali è infatti una condizione fondamentale per rafforzare la qualità della partecipazione democratica. Nei prossimi mesi raccoglieremo contributi, organizzeremo momenti di studio e confronto e proporremo materiali di approfondimento aperti a tutte le persone interessate. L’obiettivo non è anticipare una campagna elettorale, ma contribuire alla costruzione di uno spazio civico capace di riflettere sul futuro del Paese con spirito critico, competenza e senso di responsabilità.
Le sfide che abbiamo davanti richiedono visione, capacità di analisi e partecipazione. Per questo motivo vogliamo iniziare questo percorso con largo anticipo, nella convinzione che il futuro non si costruisca soltanto al momento del voto, ma anche attraverso il confronto, lo studio e l’impegno civico che lo precedono.