Organizzazione e Funzionamento dei Partiti politici nel Parlamento Europeo, di Francesco Bedeschi
Il Parlamento Europeo è composto da vari partiti politici che si organizzano in gruppi al fine di collaborare e avanzare le proprie posizioni in modo più efficace e visibile. Essi facilitano la collaborazione tra membri provenienti da paesi diversi e svolgono un ruolo cruciale nel processo legislativo dell’Unione Europea.
Ad oggi i gruppi sono 7 e devono soddisfare determinati requisiti. Difatti, per formare un gruppo politico, è necessario raggiungere un numero minimo di parlamentari provenienti da un numero minimo di paesi. Attualmente, sono necessari almeno 25 membri provenienti da almeno 7 paesi diversi. I membri di un gruppo politico condividono affinità politiche e ideologiche, anche se possono esserci sfumature di posizioni all’interno del gruppo.
I membri del Parlamento Europeo (MEP) sono eletti nei loro rispettivi paesi, come rappresentanti di partiti politici nazionali. Tutti gli Stati membri devono utilizzare un sistema basato sulla rappresentanza proporzionale a cui possono volontariamente attribuire una soglia massima del 5% (In Italia è presente al 4%). Alcuni Stati hanno suddiviso il territorio in circoscrizioni regionali, tra cui l’Italia che divide i seggi in 5 circoscrizioni cercando un’equa rappresentatività (circa 794 000 persone per ogni deputato all’ultima tornata elettorale). All’interno del Parlamento Europeo, i membri possono affiliarsi a gruppi politici paneuropei. Tali gruppi sono coalizioni di partiti provenienti da diversi paesi che condividono posizioni politiche simili; a tale proposito, si era aperta la possibilità di liste transnazionali per il 2024, ma questa opportunità sembra ormai sfumata definitivamente anche per questa tornata elettorale.
Internamente, i gruppi politici eleggono un presidente o due co-presidenti per guidare le attività del gruppo. Essi possono organizzarsi in comitati interni per affrontare questioni specifiche, elaborare strategie e coordinare le attività del gruppo. Inoltre, dispongono di una segreteria interna per svolgere compiti amministrativi e di coordinamento. Infine, durante le votazioni in Aula, i MEP seguono generalmente le linee guida del proprio gruppo, ma possono esprimere voto individuale in base alle loro convinzioni.
Tra gli obblighi e diritti previsti per i gruppi, i membri sono spesso tenuti a seguire la disciplina di gruppo nelle votazioni e nelle dichiarazioni pubbliche. In aggiunta, per la rappresentanza esterna, i gruppi politici nominano rappresentanti per partecipare a negoziati e discussioni con altre istituzioni dell’Unione Europea. Riguardo alle commissioni parlamentari, i MEP sono assegnati ad esse in base alla distribuzione dei ruoli all’interno del gruppo, seguendo i vincoli normativi di ciascuna commissione.
Per approfondimenti:
Dipartimento per gli Affari Europei – Parlamento europeo
Descrivendo ora i 7 gruppi politici in ordine rappresentativo decrescente si ha:
Il Partito Popolare Europeo (PPE), istituito nel 1976, costituisce una coalizione di partiti europei di orientamento centrista e di centrodestra. Sono 27 gli Stati membri rappresentati e partecipi in questo gruppo, in cui aderiscono complessivamente 40 partiti, tra cui l’Unione Cristiano-Democratica di Germania (CDU), Forza Italia (FI), i Repubblicani francesi (LR) e il Partito Popolare Spagnolo (PP). Attualmente, il PPE è il gruppo politico più influente, e ad esso appartiene la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Il capogruppo del PPE in Parlamento è il tedesco Manfred Weber. Le priorità identificate dal gruppo includono la digitalizzazione, la sicurezza interna, misure per uno sviluppo demografico e gestione dei flussi migratori in cui l’UE è coinvolta, il tutto con attenzione rivolta al fenomeno globale. Sette eurodeputati italiani fanno parte del gruppo del Partito Popolare Europeo.
Il Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici al Parlamento Europeo (S&D) è la coalizione dei partiti europei di centrosinistra, con la partecipazione delle delegazioni provenienti dai 27 Stati membri, contando un totale di 38 partiti. Questo raggruppamento include il Partito Socialdemocratico tedesco (SPD), il Partito Democratico (PD) in Italia, il Partito Socialista francese, il Partito Laburista britannico e il Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE). Il gruppo S&D è guidato da figure di rilievo, tra cui l’ex primo ministro polacco Marek Belka, ed al momento è la spagnola Iratxe Garcìa Pérez alla presidenza. Le tematiche chiave delle politiche europee del gruppo includono la lotta per un modello di sviluppo più sostenibile con l’obiettivo di ridurre le diseguaglianze, la difesa dell’ambiente e dei diritti fondamentali, la riforma del sistema comune di asilo con un focus sulla solidarietà e il partenariato col continente africano. Diciannove eurodeputati italiani fanno parte di questo gruppo.
Il gruppo Renew Europe (RE), erede della tradizione federalista, mostra una forte inclinazione europeista e sostiene apertamente il libero mercato, la globalizzazione e il multilateralismo. Qui sono 21 gli Stati membri rappresentati, con 36 partiti complessivi. Alcuni di essi includono il Partito Liberale Democratico tedesco, il Movimento Democratico francese e Ciudadanos in Spagna. Il capogruppo al momento è Stéphane Séjourné. Nel gruppo sono presenti Italia Viva e Azione; anche Più Europa è affiliato a RE, anche se al momento non ha rappresentanti in Aula. Renew Europe ha rafforzato la sua presenza con l’ingresso degli eurodeputati provenienti dalla République en Marche, il partito macroniano. Tra i leader di Renew Europe spiccano l’ex primo ministro belga Verhofstadt e la vicepresidente della Commissione Europea Margrethe Vestager. Nessun europarlamentare italiano siede in Aula per RE.
Il gruppo dei Verdi – Alleanza Libera Europea al Parlamento europeo (Verdi/Ale) costituisce un’aggregazione di partiti ecologisti e progressisti all’interno dell’Unione Europea. Le delegazioni di 18 Stati membri, rappresentando un totale di 25 partiti, contribuiscono alla composizione di questo gruppo. Tra di essi figurano i Verdi tedeschi (Bündnis 90/Die Grünen), i Verdi francesi (Europe Écologie) e i Verdi svedesi. Il manifesto dei Verdi europei si focalizza sul rilancio dell’Europa attraverso la difesa dell’ambiente, la promozione dell’energia pulita, l’adozione di un’economia circolare, la promozione della solidarietà tra gli Stati membri e la realizzazione di un’economia più equa. A capo del gruppo troviamo la tedesca Ska Keller e il belga Philippe Lamberts. Attualmente nessun eurodeputato italiano è parte di questo gruppo.
Il Gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR) è un’aggregazione di partiti conservatori di orientamento di destra che si oppono al federalismo europeo. Le delegazioni di 19 Stati membri, rappresentando in totale 22 partiti, partecipano al gruppo nel Parlamento Europeo. Dopo la Brexit, la forza politica preminente nel gruppo è costituita dai nazionalisti polacchi di Diritto e Giustizia (PiS), i quali hanno una presenza significativa nell’emiciclo. Tra i partiti che fanno parte dell’ECR vi sono l’Alleanza Neo-Fiamminga belga (N-VA), il Partito Popolare Danese (DF) e il Partito Democratico Civico della Repubblica Ceca (ODS). All’inizio della legislatura, si è unito al gruppo anche Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. I capigruppo sono Nicola Procaccini e Ryszard Legutko. Al momento, il gruppo ECR conta cinque eurodeputati italiani.
Il gruppo Democrazia e Identità (ID) riunisce le forze sovraniste che mirano a riformare l’Unione Europea, attribuendo maggiore potere agli Stati nazionali. Esso condivide diversi punti di vista con il gruppo Ecr su questioni come la gestione dell’immigrazione, la sicurezza e il rafforzamento del ruolo dei Parlamenti nazionali. Tuttavia, il gruppo Ecr presenta un orientamento euro-atlantico. Il gruppo ID accoglie le delegazioni di 8 Stati membri, rappresentando in totale 8 partiti. Al momento, il Rassemblement National (RN) di Marine Le Pen detiene il maggior numero di eurodeputati all’interno del gruppo, mentre la presidenza è affidata al leghista Marco Zanni. Inoltre, il gruppo include il Partito per la Libertà, orientato contro l’immigrazione e guidato in Olanda da Geert Wilders. Attualmente, ventotto eurodeputati italiani fanno parte del gruppo, essendo così il paese più rappresentato.
Il Gruppo della Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica (GUE/NGL) costituisce la coalizione della sinistra radicale all’interno dell’Unione Europea. Le delegazioni provenienti da 14 Stati membri, rappresentando un totale di 20 partiti anche alcuni movimenti, partecipano al gruppo. Tra di essi figurano Podemos in Spagna, il Front de gauche, La France insoumise in Francia e la Coalizione della Sinistra Radicale (Syriza) in Grecia. Il gruppo GUE/NGL si impegna per la redistribuzione della ricchezza, la tutela dell’ambiente e la promozione dell’uguaglianza sociale, sostenendo le cause della sinistra radicale europea. Capigruppo sono Martin Schirdewan, tedesco, e Manon Aubry, francese. Attualmente, nessun eurodeputato italiano fa parte del gruppo GUE/NGL.
Infine, gli eurodeputati che non aderiscono a nessun gruppo politico organizzato oppure non riescono a costituirne uno per mancanza di requisiti sopraelencati, vengono automaticamente inclusi, secondo il regolamento, nel gruppo dei non iscritti (NI). Questo gruppo ha una gamma limitata di possibilità d’azione, ad esempio, nelle attività delle commissioni parlamentari, anche se conserva il diritto di assumere personale e di beneficiare dei diritti stabiliti dalle norme dell’Ufficio di Presidenza. Un eurodeputato dei non iscritti può partecipare alle riunioni della Conferenza dei presidenti, ma non ha il diritto di voto. Sono 14 gli eurodeputati italiani facenti parte dei NI (maggioranza del M5S) essendo così il paese con più non-iscritti.

Per approfondimenti:
I sette gruppi politici del Parlamento europeo | Attualità | Parlamento europeo (europa.eu)
Parlamento europeo (europa.eu)
Come precedentemente accennato, si era aperta anche la possibilità di creare liste transnazionali per le elezioni del prossimo Giugno. Difatti, gli eurodeputati hanno approvato, a Maggio 2022, la creazione di 11 nuovi seggi al Parlamento europeo, mantenendo altri 28 per una possibile circoscrizione transnazionale. La proposta mira a correggere il principio di proporzionalità decrescente nella distribuzione dei seggi in risposta ai cambiamenti demografici.
La votazione sulla relazione, inizialmente prevista quello stesso Maggio, è stata poi rinviata a causa di questioni legali sulla proporzionalità degressiva. Successivamente la Corte dell’UE ha confermato la necessità di riassegnare i seggi, ma lasciando la decisione finale al Consiglio. Nei mesi successivi, col sopraggiungere di obblighi più urgenti, il tutto è rimasto sospeso tra alcuni emendamenti bloccati dalla Corte stessa e altri a cui non si è trovata una risposta in Aula. Sicuramente, però, una proposta dettagliata e plausibile verrà nuovamente presentata durante la prossima legislatura.