Hopeland: un laboratorio di vita sostenibile e apprendimento condiviso

Hopeland: un laboratorio di vita sostenibile e apprendimento condiviso

di Francesco Bedeschi

Hopeland è una eco-comunità educativa situata in una zona rurale nel nord-est del Peloponneso, estesa per circa 3 ettari. Si trova immersa nella natura, tra ulivi, mandorli e querce secolari, una delle quali di circa 400 anni. Questo contesto naturale rappresenta un elemento fondamentale dell’esperienza, invitando a uno stile di vita più semplice e consapevole. Nata oltre tredici anni fa grazie al contributo di volontari e visitatori, la sua infrastruttura è stata costruita prevalentemente con materiali naturali, riflettendo fin dall’inizio un forte impegno verso la sostenibilità. La missione di Hopeland è offrire uno spazio in cui le persone possano esplorare, creare e imparare reciprocamente, in connessione con la natura. Le attività della comunità si basano su valori fondamentali come sostenibilità, responsabilità e collaborazione, creando un ambiente in cui la crescita personale si intreccia con quella sociale e ambientale.

Attraverso programmi come l’European Solidarity Corps (ESC) co-finanziato dalla Commissione Europea, Hopeland propone esperienze di apprendimento pratico rivolte ai giovani. Questi progetti favoriscono lo scambio di competenze e la costruzione di una società più consapevole, partecipativa e orientata al benessere collettivo.

Ho personalmente partecipato al primo dei tre gruppi ESC della stagione 2026 come “Volunteering Teams” che si inserisce all’interno del più grande progetto chiamato GAiA, inserito dalla stessa Commissione Europea all’interno delle cosiddette “High Priority Areas”. Esso comprende 4 paesi, e mette al centro l’etica della permacultura da un punto di vista di una educazione non-formale. Quest’anno il focus è “Use and Value diversity” e punterà a disegnare attività per uno stile di vita quasi totalmente sostenibile e di inclusione tramite lavoro e non solo all’interno della comunità.

La vita quotidiana a Hopeland è scandita da attività pratiche e collaborative: eco-costruzione, giardinaggio, manutenzione delle strutture e miglioramento delle pratiche sostenibili. A queste si aggiungono le responsabilità condivise della comunità, come cucinare, pulire, gestire gli spazi comuni e prendersi cura degli animali. Le attività variano in base alla stagione e alle esigenze del progetto. In particolare, durante il mio periodo, è iniziata la costruzione di una pergola la cui base è fatta con la tecnica del muro a secco. Un’altra corposa attività è stata creare piccoli terrazzamenti sui pendii più ripidi per ricreare aree fertili in zone dove la scarsità d’acqua è un problema. Un altro aspetto è il coinvolgimento con il territorio circostante. Hopeland promuove collaborazioni con la comunità locale e altre iniziative per lo sviluppo di progetti comuni. L’obiettivo è creare esperienze reciprocamente arricchenti, che uniscano apprendimento e contributo concreto.

La comunità è gestita da un piccolo gruppo internazionale di residenti a lungo termine, la cosiddetta “Hopeland crew”, che offre supporto pratico e formativo ai volontari. Ogni gruppo di volontari è affiancato da un mentore, che li guida nel proprio percorso di apprendimento e nella vita di gruppo, favorendo momenti di riflessione e crescita personale.

La sostenibilità è il cuore del progetto: Hopeland adotta pratiche come la vita off-grid, l’uso di tecniche di costruzione ecologiche e una dieta vegetariana. Tuttavia, più che puntare alla perfezione, la comunità si impegna in un percorso continuo di apprendimento e miglioramento, basato su scelte consapevoli e collaborazione. Hopeland è molto più di un luogo: è un’esperienza di vita che unisce apprendimento, comunità e rispetto per l’ambiente, offrendo a chi vi partecipa l’opportunità di contribuire attivamente alla costruzione di un futuro più sostenibile e inclusivo. 

Pensare a questa realtà che negli anni ha dato modo a sempre più giovani di sperimentare uno stile di vita lontano da quello che ormai si è abituati a pensare come l’unico possibile, fa ben sperare. E’ un piccolo punto luminoso ricco di valori; chiara comunicazione tra i membri della comunità, responsabilità, rispetto, sinergia e fiducia sono preziosi ingredienti per una vita sociale dove la competizione lascia spazio alla cooperazione. 

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