“Lo Sviluppo sostenibile, perno delle strategie dell’UE”, di Beatrice Bonardi e Elisa Bilancia

“Lo Sviluppo sostenibile, perno delle strategie dell’UE”, di Beatrice Bonardi e Elisa Bilancia

L’idea di Sviluppo Sostenibile ha assunto un ruolo centrale nelle politiche europee, cambiando
gradualmente il modo in cui l’Unione Europea affronta le questioni economiche e produttive. Nel corso del tempo si è dunque resa necessaria una sua definizione. Quest’ultima è stata formalizzata nel 1987 dalla Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo (WCED), tramite la presentazione del Rapporto “Our Common Future”, noto anche come Rapporto Brundtland, in onore della sua presidente, Gro Harlem Brundtland, alle Nazioni Unite. In questo rapporto, lo Sviluppo Sostenibile è descritto come «uno sviluppo in grado di soddisfare i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere la possibilità delle future generazioni di soddisfare i propri». Il raggiungimento di tale obiettivo rappresenta la sfida principale dell’epoca contemporanea, come affermato dall’Organizzazione delle Nazioni, in quanto rappresenta il nuovo paradigma dello Sviluppo Umano inteso nella triplice accezione di efficiente (rigenerativo), duraturo, equo. Si tratta di un concetto di Sviluppo Umano che va oltre la mera crescita economica, affrontando sfide globali come la povertà, l’ineguaglianza, il cambiamento climatico, la pace e la giustizia, al fine di migliorare la qualità di vita delle persone nel breve e nel lungo periodo, a livello mondiale e affrontare in modo completo e integrato le disparità economiche, sociali e ambientali. È ormai chiaro che concentrarsi esclusivamente sulla crescita economica non sia più adeguato e, al contrario, stia contribuendo alla distruzione del nostro pianeta. Questo non solo a livello ambientale, con un imminente crisi climatica già in corso, ma anche dal punto di vista sociale, mantenendo e talvolta aggravando le disuguaglianze globali.


La necessità di adottare un approccio diverso rispetto al passato è stata ribadita sempre dall’ONU nel 2015, anno in cui ha introdotto l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, in cui si conferma l’esigenza di ricercare un equilibrio fra le tre dimensioni della sostenibilità: economia, società e ambiente. L’Agenda
2030 è un programma d’azione globale, di portata e rilevanza senza precedenti, suddiviso in 17 obiettivi
(SDGs) e 169 target, finalizzato a sradicare la povertà, proteggere il pianeta e garantire la prosperità e la
pace e adottato all’unanimità dai 193 Paesi membri delle Nazioni Unite con la risoluzione 70/1 del 15
settembre 2015, intitolata: “Trasformare il nostro mondo. L’Agenda per lo sviluppo sostenibile” (al link
https://unric.org/it/wp-content/uploads/sites/3/2019/11/Agenda-2030-Onu-italia.pdf). Il presupposto
fondamentale per l’attuazione dello Sviluppo Umano sostenibile è, indubbiamente, l’adozione di un
approccio che può definirsi di “sostenibilità istituzionale”, che mira a incoraggiare l’implementazione di un insieme di regole e strumenti idonei a gestire la complessità e a garantire che le istituzioni democratiche operino con maggiore trasparenza, equità, cura e preparazione. L’Agenda 2030 delinea questo concetto nei goals 16 e 17, indicando la necessità che le istituzioni si adattino e operino in modo coordinato, assicurando la partecipazione inclusiva, la trasparenza, la responsabilità e l’efficacia nel processo decisionale e nell’attuazione delle politiche per lo sviluppo sostenibile.


L’Unione Europea si è posta all’avanguardia di questo percorso, mostrando un impegno precoce già nei
primi anni duemila con il lancio del “Programma Europeo sul cambiamento del clima” e successivamente,
nel 2015, con l’Accordo di Parigi, in cui si è impegnata a ridurre le emissioni di CO2 del 40% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Nel 2019, la Commissione Europea, guidata da Ursula von der Leyen, ha
presentato il Green Deal Europeo, una strategia volta a trasformare l’Unione Europea in una società equa e prospera caratterizzata da un’economia moderna, efficiente, competitiva e che entro il 2050 non emetterà gas serra. Questo piano mira a mettere la sostenibilità e il benessere dei cittadini al centro delle politiche economiche europee, rendendo gli obiettivi di sviluppo sostenibile la base di queste ultime, per ciò che riguarda presente e futuro. In questa direzione, si è mosso anche l’Osservatorio dello Sviluppo Sostenibile dell’Unione Europea, il quale ha identificato diversi settori prioritari di intervento per l’UE, tra questi vengono elencati: la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, l’inclusione sociale, la sostenibilità alimentare, l’innovazione e la promozione del commercio sostenibile.

L’Italia ha adottato l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite nella sua Strategia Nazionale per lo Sviluppo
Sostenibile (SNSvS),
la quale è stata approvata nel 2017 ed aggiornata nel 2022. Questa strategia coordina gli obiettivi di sviluppo sostenibile del nostro paese basandosi sui principi guida dell’Agenda 2030, organizzati in cinque categorie: Persone, Pianeta, Prosperità, Pace e Partnership. La SNSvS si concentra su interconnessioni e obiettivi strategici nazionali, monitorati attraverso un sistema integrato di indicatori ed include anche i vettori di sostenibilità, come la coerenza delle politiche, la cultura per la sostenibilità e la partecipazione per lo sviluppo sostenibile. La territorializzazione rappresenta un elemento fondamentale nell’attuazione dell’Agenda 2030 in Italia; infatti, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MASE) collabora con le Regioni e le istituzioni nazionali per attuare la SNSvS a livello territoriale, andando così a facilitare il dialogo tra i molteplici enti nazionali che prendono parte a questa strategia. È previsto che le Regioni sviluppino Strategie Regionali coerenti con la SNSvS, dimostrando il loro impegno nel contribuire al raggiungimento degli obiettivi della strategia nazionale e garantendo un monitoraggio integrato. Tra i risultati più rilevanti di questo percorso, si evidenzia l’approvazione di 15 Strategie Regionali, 2 Strategie Provinciali e 8 Agende Metropolitane per lo Sviluppo Sostenibile. Le iniziative delineate nelle strategie formulate dagli enti territoriali citati si articolano in tre ambiti interconnessi: governance, coinvolgimento della società civile e implementazione di sistemi di monitoraggio strategico.


A livello europeo dal Rapporto relativo ai progressi sul raggiungimento degli SDGs del 2023
(https://ec.europa.eu/eurostat/en/web/products-flagship-publications/w/ks-04-23-184) emerge che l’UE, negli ultimi cinque anni, ha registrato avanzamenti significativi nella maggior parte degli obiettivi, in
particolare quelli relativi al Lavoro dignitoso e crescita economica (OSS8), a Lotta alla povertà (OSS1) e alla Parità di genere (OSS5). La povertà economica è diminuita nell’UE, migliorando la situazione complessiva del rischio di povertà ed esclusione sociale. Nonostante ciò, per conseguire l’obiettivo di elevare almeno 15 milioni di individui dalla condizione di povertà entro il 2030, è imprescindibile compiere ulteriori progressi.
In merito alla parità di genere, si osserva un quadro favorevole: nel settore occupazionale, la retribuzione
oraria delle donne sta recuperando terreno rispetto al passato; le donne stanno assumendo sempre più
ruoli di leadership, con una crescente presenza nei parlamenti nazionali e nelle posizioni aziendali
dirigenziali. Anche nel campo dell’istruzione il divario di genere si sta riducendo. C’è comunque ancora
parecchio gap da colmare. Buoni risultati sono emersi anche nella riduzione delle disuguaglianze (OSS 10), nell’istruzione di qualità (OSS 4) e nella Promozione della pace e delle istituzioni solide (OSS 16). Tre sono invece gli obiettivi che, nel periodo 2016-2021, hanno registrato un trend negativo: Lotta al cambiamento climatico (OSS13), Vita sulla terra (OSS15) e Partnership sugli Obiettivi (OSS17). La strada da percorrere è ancora lunga: nonostante l’Unione Europea mostri una crescente attenzione verso quello che è il nuovo paradigma di sviluppo e abbia implementato nuove strategie in questa direzione, ulteriori sforzi sono necessari affinché vengano raggiunti tutti gli obiettivi stabiliti.


PER APPROFONDIMENTI:
Progetti di ricerca | Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (mase.gov.it)

Strategie Regionali e Provinciali – SRSvS e SPSvS | Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (mase.gov.it)


Agenda 2030: l’Unione europea rallenta su cambiamenti climatici e cooperazione (asvis.it)


La relazione di Eurostat mostra i progressi dell’UE verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile – Commissione europea (europa.eu)


SNSvS_2022.pdf (mase.gov.it)


rapporto_esiti_accordi_mase_regioni_pa_cm_2023_short.pdf

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