ATTIVANZA sostiene l’iniziativa dei cittadini europei “No more double standards on human rights”
di Gabriele Marenchino – Gruppo di ATTIVANZA “Integrazione europea”
L’Unione Europea si presentata storicamente al mondo come leader globale per la tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali. I principi che guidano l’azione esterna dell’UE, sanciti dagli articoli 3 (5) e 21 del TUE, sottolineano che «[l]’azione dell’Unione sulla scena internazionale si fonda sui principi che ne hanno informato la creazione, lo sviluppo e l’allargamento […]: democrazia, Stato di diritto, universalità e indivisibilità dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, rispetto della dignità umana, principi di uguaglianza e di solidarietà e rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale».
Tuttavia, l’incoerenza e incongruenza dimostrata nel rispetto dei suoi principi attraverso la non equa e coerente applicazione delle condizionalità sulla scena internazionale, rischia di influire sulla sua credibilità. L’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) “No more double standards on human rights” registrata il 3 dicembre 2025, nasce proprio per colmare il divario tra i valori dichiarati e l’azione esterna dell’UE, così da mettere fine ai double standards.
- Il contesto: la frammentazione degli standard
L’UE inserisce clausole di condizionalità sui diritti umani negli accordi commerciali, di cooperazione e di sviluppo con paesi terzi. Tuttavia, in molti casi, la risposta dell’Unione alle violazioni varia sensibilmente a seconda del partner strategico coinvolto, portando a un approccio incoerente, frammentato e applicato in modo incongruente tra i paesi partner. Questo comportamento rischia di indebolire la credibilità globale dell’UE e mina la natura universale dei diritti stessi.
L’iniziativa sostiene che, senza un quadro giuridico solido e uniforme, l’azione esterna dell’Unione rischia di apparire dettata da interessi geopolitici contingenti piuttosto che dal rispetto dei diritti umani e dei suoi valori e principi fondamentali.
- Gli obiettivi della proposta: un nuovo Regolamento
Il cuore della proposta è la richiesta alla Commissione Europea di presentare un nuovo regolamento che istituisca un controllo standardizzato dei diritti umani. Cinque sono i pilastri fondamentali proposti:
- Meccanismo di sorveglianza e risposta vincolante: creazione di una classificazione delle situazioni basata su indicatori chiari. Il meccanismo imporrebbe alla Commissione risposte graduali e proporzionate (fino all’eventuale sospensione degli accordi) entro scadenze precise.
- Organismo di monitoraggio indipendente: istituzione di un “osservatorio” o gruppo di esperti incaricato di valutare oggettivamente il rispetto dei diritti umani nei paesi partner, rendendo pubblici i risultati per garantire la massima trasparenza e fornire raccomandazioni alla Commissione e al Parlamento europeo.
- Piattaforma pubblica per le denunce: Uno spazio dove la società civile e i portatori di interessi possano segnalare violazioni o l’inosservanza dei meccanismi di risposta, obbligando le istituzioni a fornire risposte strutturate.
- Meccanismo permanente di coordinamento interno alla Commissione: volto ad agevolare la coerenza dell’UE nella sua azione esterna.
- Controllo regolare e trasparente: una procedura di valutazione periodica del rispetto dei diritti umani nei paesi partner, basata su un monitoraggio indipendente e trasparente.
- La base giuridica e gli obblighi dei Trattati
L’iniziativa poggia su una solida base giuridica interna ai Trattati. Tra i numerosi articoli di riferimento, viene richiamato l’Articolo 21 del TUE, che obbliga l’Unione a garantire la coerenza della sua azione esterna e a trattare i diritti umani come indivisibili e di pari importanza. Inoltre, il coinvolgimento degli Articoli 207 (politica commerciale), 208 (cooperazione allo sviluppo) e 212 (cooperazione economica) del TFUE fornisce alla Commissione la competenza necessaria per garantire l’effettiva applicazione dei diritti umani in tutti gli accordi commerciali, di sviluppo, di cooperazione e di finanziamento di sua competenza. Infine, la Carta dei diritti fondamentali dell’UE è vincolante per le istituzioni anche quando si tratta di azione esterna.
- Conclusioni: Una sfida per la leadership europea
L’iniziativa “No more double standards on human rights” rappresenta un momento di riflessione importante per l’UE e la sua integrazione. Se l’UE vuole ricoprire un ruolo di leader a livello globale, deve essere in grado di applicare i propri standard con equità e coerenza, indipendentemente dal paese partner.
L’adozione di un quadro normativo come quello proposto non solo rafforzerebbe la protezione dei diritti umani a livello globale, ma fornirebbe alla Commissione uno strumento tecnico per resistere alle pressioni politiche, trasformando l’equo rispetto dei diritti umani in un obbligo legale certo e prevedibile.
Sostenere questa ICE significa, in ultima analisi, chiedere che l’Europa sia fedele a sé stessa, ai suoi valori e principi. Noi di ATTIVANZA siamo orgogliosi di collaborare e sostenere la riuscita dell’Iniziativa.
L’ICE sarà lanciata il 3 marzo e ha l’obiettivo di raccogliere 1 milione firme in UE, di cui 54 720 in Italia. Se anche tu credi che l’Unione europea debba rafforzare la propria azione esterna con maggiore coerenza e con un impegno più deciso nel rispetto dei suoi valori, in particolare dei diritti umani, e desideri contribuire attivamente alla sua promozione, non esitare a contattarci via mail:
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Oppure sulla pagina Instagram @stopdoublestandardseu.