La nostra “Guida Sociale per il Locale”: work in progress… con Forwardto!
di Bianca Ferrante
É da qualche mese ormai che il gruppo di lavoro “Locale” di ATTIVANZA è impegnato nell’espansione di quello che ad oggi è uno dei suoi principali cavalli di battaglia, la nostra “Guida alla partecipazione locale verso una transizione ecologica giusta”.
Il suo ampliamento si focalizza proprio su quest’ultima parola, “giusta”: come possiamo rendere effettivamente giusta una transizione ecologica imprescindibile e necessaria?
Per farlo, abbiamo ritenuto innanzitutto essenziale concedervi uno spazio dedicato, estendendo la guida in una direzione sociale, con un focus su progetti di economia locale sostenibile. L’obiettivo è creare un riferimento che permetta di divulgare strumenti, strategie e soluzioni attraverso cui poter concretamente applicare e implementare in modo giusto (inteso come sostenibile anche dal punto di vista sociale, socialmente equo) la transizione ecologica a livello locale.
Abbiamo deciso di costruire questo lavoro assumendo il punto di vista che sentiamo di poter rappresentare meglio: quello dei giovani. I giovani che spesso non possono scegliere, i giovani costretti a lasciare i territori in cui sono nati e cresciuti perché non vedono prospettive per un futuro lavorativo appagante. Protagonisti del mercato del lavoro odierno, infatti, sono un alto livello di mismatch tra domanda e offerta, salari troppo bassi, esigenze generazionali che difficilmente vengono soddisfatte (ad esempio, il desiderio di un adeguato equilibrio tra lavoro e vita privata o il benessere nei contesti lavorativi, che ancora poco viene tenuto in considerazione) e, come elemento trasversale che amplifica tutti questi fattori, un divario ancora troppo marcato tra le diverse regioni e aree del nostro Paese (non solo tra Nord, Centro e Sud, ma anche tra città e province). Riteniamo che proprio quest’ultimo aspetto sia cruciale: è nella rivitalizzazione delle zone trascurate e marginalizzate del nostro Paese, le cosiddette “aree interne”1, che, per ATTIVANZA, si può e si deve individuare un’occasione per ripartire e sviluppare nuove possibilità, un’economia altra, capace, da un lato, di creare nuove opportunità lavorative (per i giovani che le popolano e arricchiscono, e non solo), dall’altro, di attuarlo tramite nuovi modelli sostenibili.
In questo percorso di costruzione, abbiamo il piacere di essere affiancati da Forwardto, realtà innovativa impegnata in ricerca, formazione e consulenza con l’obiettivo di esplorare scenari futuri e costruire strategie di innovazione trasformativa. Abbiamo abbracciato questa collaborazione identificandoci pienamente con una delle principali missioni di Forwardto: trasmettere e attivare “competenze di futuro”, sviluppando visione di lungo periodo, leadership strategica, pensiero prospettico, esplorazione e immaginazione di scenari. Tutti strumenti di fondamentale arricchimento per il progetto che stiamo portando avanti.
Sotto la guida di Francesca Fattorini, ricercatrice previsionale con focus su giovani e conflitto intergenerazionale e coordinatrice dell’Osservatorio interno di Forwardto su trend e segnali, siamo recentemente stat* protagonist* del primo incontro del laboratorio foresight-driven, basato sulle logiche dei Tre Orizzonti. L’approccio utilizzato da Forwardto, infatti, è quello del “Three Horizons”, un framework strategico sviluppato da Bill Sharpe (The Patterning of Hope, 2013) che descrive tre orizzonti che coesistono nel presente e rappresentano diversi pattern di organizzazione del sistema2. L’efficacia di questo metodo per l’evoluzione della nostra Guida Sociale per il Locale risiede nella sua capacità di comprendere, orientare e governare processi di trasformazione complessi. Da subito, infatti, ci siamo res* conto di quanto questo percorso possa essere efficace nell’aiutarci a rendere concrete le nostre idee, i nostri progetti e le nostre strategie nella realizzazione di un obiettivo complesso e pluri-strutturato come quello che ci siamo post*.
Con Forwardto il futuro si è trasformato per noi in strumento attraverso cui sviluppare soluzioni possibili in un’ottica sia a breve che a lungo termine: l’immaginazione, l’apertura mentale e la leggerezza sono stati gli elementi chiave attraverso cui, divis* in gruppi, abbiamo ipotizzato possibilità per il futuro sulla base di ciò che riteniamo desiderabile o meno per noi e per la società, in relazione al tema delle politiche di lavoro giovanili nelle aree interne. E proprio l’utilizzo dell’immaginazione per pensare sul lungo periodo in modo aperto, anche al di fuori di ciò che è già immediatamente realizzabile, si è rivelato per noi uno degli aspetti più costruttivi, perchè anche il più sfidante: non è sempre facile figurarsi una realtà (molto) futura diversa da quella attuale o pensare a una visione auspicata, distaccarsi dall’impostazione che ci porta a trovare soluzioni da applicare in modo più immediato e nel breve termine. Grazie al laboratorio è stato possibile comprendere che confrontarci su un futuro ideale al momento quasi “inimmaginabile” ci può aiutare a dare forma a proposte di azioni più mirate, da mettere in campo fin da subito .
Proiettarsi tanto in avanti nel tempo ci ha portato a rivalutare quanto possiamo ancora fare oggi e a pensare al presente (o comunque a un futuro più prossimo) in modo ancor più concreto. Fare questo si è rivelato utile di per sé, ma farlo insieme, in attività di gruppo, lo è stato ancor di più: abbiamo avuto il privilegio di sperimentare direttamente cosa significa fare comunità, lavorando sull’armonizzazione di idee e punti di vista differenti per farli convergere in una visione comune. Nell’attesa del prossimo incontro, noi continuiamo a lavorare con entusiasmo, cert* che il valore aggiunto portato da Forwardto sarà fortemente arricchente e farà la differenza nello sviluppo della nostra futura Guida per il Sociale!
Note
1“(…) Aree significativamente distanti dai centri di offerta di servizi essenziali (di istruzione, salute e mobilità), ricche di importanti risorse ambientali e culturali e fortemente diversificate per natura e a seguito di secolari processi di antropizzazione. Vive in queste aree circa un quarto della popolazione italiana, in una porzione di territorio che supera il sessanta per cento di quello totale e che è organizzata in oltre quattromila Comuni.” (Accordo di Partenariato 2014-2020)
2 Il primo orizzonte (sguardo del manager) indica il sistema dominante, ciò che oggi funziona e garantisce stabilità ed efficienza. Con il tempo però questo modello tende a perdere adattività e a mostrare segnali di crisi. Il terzo orizzonte (sguardo del visionario) rappresenta invece il futuro desiderabile, un paradigma alternativo che nasce ai margini ma contiene elementi di profonda innovazione culturale e strutturale. Tra questi due poli si colloca il secondo orizzonte (sguardo dell’innovatore), spazio di transizione caratterizzato da sperimentazione, conflitto e ambiguità. In questa zona emergono innovazioni che possono sia rafforzare il sistema esistente sia preparare il terreno a un cambiamento più radicale.