FOCUS INTERNAZIONALE – APRILE 2026

Due modelli di comunicazione politica: tra l’ipnosi di Trump e la chiarezza di Mamdani

gruppo di ATTIVANZA “Società civile globale”

 

Confronto tra i due modelli comunicativi 

Nel confronto tra il Presidente US, Donald Trump, e il sindaco di New York,  Zohran Mamdani, non si vanno a scontrare solo due visioni di fare politica, ma anche due modi radicalmente diversi di concepire e utilizzare il linguaggio. Tuttavia, non si tratta semplicemente di differenze di stile o di registro in termini di comunicazione, bensì di un contrasto più profondo che riguarda il ruolo che le parole assumono nello spazio pubblico e il loro rapporto. Ciò significa che il linguaggio non è affatto un elemento neutrale o accessorio alla politica, ma uno dei suoi strumenti più fondamentali, in quanto capace di orientare la percezione degli eventi e di influenzare le modalità in cui i cittadini comprendono il mondo.

Come sottolineato dallo scrittore Gianrico Carofiglio nelle sue riflessioni sulla comunicazione pubblica, le parole possono avere uno duplice scopo: per chiarire o confondere, rendere la realtà più comprensibile o per deformarla. Questo dualismo è particolarmente evidente se si osservano due modelli comunicativi come quelli rappresentati da Trump e Mamdani. Rispettivamente, un linguaggio che tende a semplificare fino a ridurre la complessità, dando priorità all’impatto immediato delle parole; dall’altro, un linguaggio che ricerca un equilibrio tra accessibilità e precisione, senza però rinunciare alla profondità dei contenuti. Proprio in questa tensione si gioca una parte significativa della politica contemporanea.

Il linguaggio ipnotico di Trump 

La comunicazione di Donald Trump si inserisce appieno in quella trasformazione del linguaggio politico che Carofiglio aveva già sottolineato nel 2016, caratterizzata da un uso delle parole più orientato alla suggestione evocativa che alla descrizione della realtà. Sulla base di questo modello, la forza del discorso non deriva dalla sua accuratezza, ma dalla sua capacità di imporsi sul pubblico. Elementi cardine risultano quindi essere la ripetizione sistematica di espressioni semplici, la costruzione di opposizioni nette e riconoscibili, e l’uso di formule facili da memorizzare che contribuiscono a creare una narrazione altamente efficace sul piano comunicativo.

Questo tipo di linguaggio può essere definito in modo chiaro usando una metafora: “ipnotico”. Ma ciò non significa che va ad esercitare un controllo diretto sulla volontà degli individui, piuttosto che il discorso viene strutturato in modo tale da catturare l’attenzione, cercando di ridurre progressivamente lo spazio per l’analisi critica. La realtà viene così filtrata, lasciando che dubbi, sfumature e contraddizioni vengano eliminati o marginalizzati, per lasciare spazio ad una rappresentazione del mondo fortemente polarizzata.

Un aspetto centrale di questo modello comunicativo è la capacità di trasformare ogni questione in un conflitto. Infatti, è di particolare rilevanza la dialettica del “noi contro loro”: non si tratta soltanto di un elemento retorico, ma di una vera e propria struttura narrativa che semplifica la realtà e riesce ad orientare immediatamente il pubblico. In questo modo, il linguaggio non si limita a descrivere un conflitto, ma lo costruisce e lo rafforza, andando a definire i confini dell’identità politica. Il risultato è, da un lato, una comunicazione estremamente efficace nel mobilitare consenso e, dall’altro, problematica nel spiegare la complessità dei fenomeni che pretende di rappresentare.

La chiarezza di Mamdani 

Tale approccio risulta essere in netto contrasto con il modello di comunicazione proposto da Zohran Mamdani, che appare essere più orientato verso un uso consapevole e responsabile del linguaggio. Riprendendo le riflessioni di Carofiglio in Con Parole Precise, si può affermare che la chiarezza qui non è intesa come semplificazione superficiale, ma come risultato di un lavoro di precisione e attenzione nella scelta delle parole. La chiarezza, in questo senso, non elimina affatto la complessità, piuttosto la rende accessibile al pubblico, che non viene travolto da una riduzione eccessiva.

Questo aspetto emerge in particolare nella costruzione della sua immagine pubblica. Infatti, come osserva Rachel Gaudette, la strategia comunicativa di Mamdani è il risultato di una combinazione tra consapevolezza mediatica e solidità comunicativa. Il “branding” non sostituisce il messaggio, ma lo accompagna rendendolo più riconoscibile senza svuotarlo. In tal senso, la sua comunicazione è efficace nel mantenere un equilibrio tra essere accessibile senza diventare banale ed essere chiara senza diventare semplicistica.

La differenza rispetto al modello trumpiano appare evidente soprattutto nel significato dato alla semplificazione. Se nel caso di Trump serve a ridurre la complessità per produrre un effetto immediato, nel caso di Mamdani rappresenta uno strumento per facilitare la comprensione. Perciò non si tratta di eliminare le difficoltà dal discorso politico, ma di affrontarle evitando sia l’opacità sia la distorsione. Con Mamdani la chiarezza diventa una forma di responsabilità nei confronti di un pubblico capace di comprendere questioni complesse.

Le elezioni del sindaco di NY come terreno di scontro 

Questo contrasto è apparso ancora più evidente al momento dell’elezione di Mamdani a sindaco di New York, il 4 Novembre 2025, quando un evento locale si è trasformato in un caso di rilevanza nazionale e simbolica. Le reazioni alla sua vittoria, tra cui quelle riportate da Newsweek, mostrano come l’evento sia stato rapidamente inserito in una narrazione ben più ampia. Infatti, Trump ha proposto una lettura della vittoria come un esempio di trasformazione politica da contrastare. Ciò ha anche evidenziato il funzionamento del linguaggio trumpiano: un evento complesso viene ricondotto ad una chiave interpretativa semplice, ma che attiva una reazione immediata. New York diventa quindi un simbolo, il cui scopo è quello di rafforzare una narrazione già esistente. Tuttavia, nel dibattito pubblico e sui social emerge una lettura diversa, che interpreta l’elezione di Mamdani come un segnale di cambiamento e l’affermazione di un modello politico alternativo.

Due modi di leggere il mondo

Le differenze emergono però anche nel modo in cui vengono affrontate le questioni internazionali, come l’attuale situazione in Iran. Nell’intervista rilasciata a NPR, si può vedere come Mamdani proponga una lettura che tiene conto della complessità del contesto geopolitico, evitando semplificazioni e sottolineando invece la necessità di considerare le conseguenze delle prossime scelte politiche. Il suo linguaggio si articola su un piano argomentativo, in cui la chiarezza non coincide con la riduzione delle sfumature, ma con la capacità di renderle comprensibili.

Al contrario, la comunicazione di Trump su temi internazionali privilegia la costruzione di posizioni nette e facilmente comunicabili. Anche qui la semplificazione assume un ruolo centrale nel trasformare questioni complesse in narrazioni immediatamente accessibili ma, in questo caso, la riduzione della complessità tende a privilegiare la dimensione conflittuale rispetto a quella analitica.

 

Due idee di democrazia 

Alla luce di questo confronto, il linguaggio non rappresenta solo uno strumento di comunicazione, ma un elemento centrale nella costruzione della realtà politica. Come sostenuto da Carofiglio, la qualità della democrazia dipende anche dalla qualità del linguaggio pubblico. Un linguaggio che riduce la complessità fino a distorcere la realtà rischia di limitare la capacità dei cittadini di comprendere e di partecipare in modo consapevole. Al contrario, un linguaggio che mira alla chiarezza e alla precisione contribuisce a rendere possibile una partecipazione più informata e responsabile. 

Trump e Mamdani rappresentano quindi due modelli opposti di comunicazione, di politica e, in ultima analisi, di democrazia. Infatti, ad una politica che privilegia la mobilitazione attraverso l’impatto immediato del linguaggio, se ne contrappone una che invece cerca di costruire consenso attraverso la comprensione. La differenza tra questi due approcci non sta solo nel modo di parlare, ma anche nella relazione che si vuole instaurare con i cittadini. Ed è proprio in questa relazione, mediata dalle parole, che si gioca una parte fondamentale del futuro delle democrazie contemporanee. 

Sitografia:

Gianrico Carofiglio, La Comunicazione nell’Era Politica di Trump, ICS, Dicembre 2016. https://internationalcommunicationsummit.com/it/ics-newszine/ics-interview/gianrico-carofiglio-la-comunicazione-politica-nell%E2%80%99era-trump. [Consultato il 17 Aprile 2026].
Gianrico Carofiglio, Con Parole Precise: Breviario di Scrittura Civile, Laterza, 2023.
Natale De Gregorio, Un socialista “marxista” che vince nella città dei miliardari [Post], LinkedIn, Novembre 2025. https://www.linkedin.com/posts/natale-de-gregorio-a5a69278_newyork-mamdani-activity-7391755376481800192-FZkw?utm_source=share&utm_medium=member_desktop&rcm=ACoAAGN1eZsBcPZSLSCDm1ze0qodh6prk0C1X5w [Consultato il 17 Aprile 2026].
Ferdinando Cotugno, E quindi Zohran Mamdani è diventato sindaco di New York [Post], LinkedIn, Novembre 2025. https://www.linkedin.com/posts/ferdinando-cotugno-56860a22_e-quindi-zohran-mamdani-%C3%A8-diventato-sindaco-activity-7391752962156560384-kg0B?utm_source=share&utm_medium=member_desktop&rcm=ACoAAGN1eZsBcPZSLSCDm1ze0qodh6prk0C1X5w. [Consultato il 17 Aprile 2026].
Stefano Feltri, Non Santificate Charlie Kirk, Appunti, Settembre 2025. https://appunti.substack.com/p/non-santificate-charlie-kirk.
Rachel Gaudette, The Branding Masterclass: Zohran Mamdani’s Creative Strategy That Won NYC, The Stillman Exchange, Novembre 2025. https://blogs.shu.edu/stillmanexchange/2025/11/15/the-branding-masterclass-zohran-mamdanis-creative-strategy-that-won-nyc/.
Gabe Whisnant, Donald Trump Suddenly Turns on Zohran Mamdani: ‘Destroying New York’, Newsweek, 16 Aprile 2026. https://www.newsweek.com/trump-criticizes-zohran-mamdani-new-york-policies-11841539.
Zohran Mamdani, Zohran Mamdani reflects on his first 100 days as NYC mayor, and what else is left to do, (Intervista a cura di NPR Staff) NPR, 17 Aprile 2026. https://www.npr.org/2026/04/16/nx-s1-5785163/zohran-mamdani-interview-first-100-days.

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