Progetto europeo “CommEUnication”: come contrastare il rischio di disinformazione nell’Unione Europea, di Alessandra Zini

Progetto europeo “CommEUnication”: come contrastare il rischio di disinformazione nell’Unione Europea, di Alessandra Zini

Tra i progetti finanziati dall’Unione Europea, nello specifico dal programma “Europa per i Cittadini” e coordinati dalla Federazione Italiana Diritti Umani, segnaliamo “CommEUnication”. 

Il progetto, svoltosi dal 2021 al 2022, ha permesso a giovani dei paesi partner Italia, Belgio, Bulgaria, Grecia, Portogallo, Francia e Irlanda, di confrontarsi su temi cruciali e di grande attualità, quali il fenomeno della disinformazione nelle sue differenti forme e di come questa abbia un effetto negativo sui sistemi democratici. 

Con sempre più conflitti presenti nel mondo e le elezioni europee in vista, è importante riconoscere i metodi e le tattiche utilizzati da governi – in genere autoritari – per diffondere, tramite i social media, fake news e creare una visione alterata della realtà, infondendo paure e timori e spostando spesso le preferenze e le scelte elettorali verso soluzioni cosiddette “populiste”. 

Il fenomeno non riguarda solo regimi autoritari, ma anche i paesi cosiddetti “democratici” in cui, spesso, vengono utilizzati i canali di comunicazione social per creare narrative che non sempre riflettono la realtà, ma che permettono di giustificare atti che altrimenti sarebbero definiti oltraggiosi dall’elettorato.

Con l’avvento dell’Intelligenza Artificiale, inoltre, si sta assistendo a un incremento di immagini video totalmente false, rendendo la verifica di tali prove ancora più difficile. Scene prese da videogiochi, così come fotografie create tramite IA, hanno già preso il sopravvento, ad esempio, nella narrativa della guerra tra Israele e Palestina, favorendo faziosità da entrambi i lati.

Come lavoro finale di progetto, ci sentiamo di condividere questa presentazione che, tramite infografiche, aiuta a ottenere una più ampia e migliore comprensione del concetto di disinformazione nell’Unione Europea e a rispondere alle effettive necessità dei cittadini europei di proteggersi da tale fenomeno, tramite la conoscenza, in modo da elaborare un’opinione e un punto di vista personale, frutto di un pensiero critico, piuttosto che “fidarsi” ciecamente di ciò che leggiamo sul web o ascoltiamo in TV. 

La presentazione propone anche una lista di organizzazioni di “fact-checking” presenti in ogni paese europeo, tramite cui cui verificare l’autorevolezza delle fonti di ciò che leggiamo.

Ribadiamo che la presentazione non ha lo scopo di approfondire contenuti di tipo politico, ma vuole fornire gli strumenti utili alla popolazione per difendersi dai rischi della manipolazione e della disinformazione nella vita di tutti i giorni, facilitando dunque la partecipazione civile e democratica.

Si legge sul sito di FIDU:

Il progetto mira a contrastare l’euroscetticismo attraverso la costruzione di una nuova strategia di comunicazione in grado di promuovere una corretta comprensione dell’Unione Europea, dei suoi valori e dei suoi vantaggi, nonché a rafforzare la partecipazione civica dei cittadini europei per far fronte alla disinformazione. A tal fine, il progetto si focalizzerà sulle analisi della percezione generale dell’Unione Europea in ogni Paese partecipante e sulla promozione di un’informazione mirata in quelle aree politiche che rappresentano una priorità nell’agenda europea e che sono, tuttavia, più soggette a disinformazione. Inoltre, il progetto si propone di creare nuovi strumenti di comunicazione capaci di rispondere alle necessità della comunità europea…” 

Per saperne di più visita: https://fidu.it/language/en/commeunication-youth-engagement-for-communicating-the-eu-2/

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