LA NOSTRA UE – GIUGNO 2026

Il nuovo Paper di ATTIVANZA “Economia dell’UE e Sviluppo Sostenibile”: una riflessione multidisciplinare sulle politiche pubbliche necessarie per un’alternativa credibile all’attuale modello della crescita

Negli ultimi mesi ATTIVANZA ha sviluppato un percorso che tiene insieme partecipazione locale, visione europea e riflessione sulla funzione dell’economia. Un lavoro nato dalla convinzione che, per affrontare le conseguenze disastrose della crisi climatica e ambientale su salute, sicurezza ed economia a livello locale, è indispensabile generare maggiore consapevolezza circa i nostri attuali modelli di produzione e consumo.

 Il passaggio a sistemi produttivi a basse emissioni carboniche, più circolari e sostenibili sarà anche socialmente giusto solo se sarà condiviso e costruito insieme alle comunità, soprattutto quelle che devono far fronte a gravi sfide socio-economiche derivanti dalla transizione verso la neutralità climatica.

A settembre 2025 abbiamo presentato la “Guida alla partecipazione locale verso una transizione ecologica giusta”, realizzata con altre organizzazioni del Terzo Settore. Non un documento teorico, ma uno strumento pensato per attivare dibattito e consapevolezza nei territori. L’obiettivo della Guida è duplice: da un lato aumentare gli spazi di confronto pubblico sulle politiche pubbliche per l’adattamento e la mitigazione climatica; dall’altro mettere in relazione crisi climatica e sistema economico-produttivo, spesso tenuti separati nelle analisi economiche, in cui  i rischi ambientali sono percepiti come esterni al ciclo produttivo, nonostante ne rappresentino una minaccia diretta e crescente.

Consapevoli della complessità dei temi e del calo della partecipazione, abbiamo sperimentato modalità diverse di coinvolgimento civico: facilitazione dei gruppi, momenti strutturati di ascolto, pratiche di citizen science per ridurre le distanze tra ricerca, attivismo e cittadinanza. L’idea è superare le barriere tradizionali e costruire conoscenza condivisa.

L’attività nel locale non può però prescindere dal quadro europeo. Negli ultimi anni l’Unione europea ha compiuto passi importanti: dall’Accordo di Parigi al Green Deal del 2019, fino alla Legge europea sul clima che fissa l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050 e una riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030. Tra gli strumenti chiave c’è il Fondo per una transizione giusta, pensato per sostenere le regioni più esposte alla riconversione industriale e alla dismissione dei settori ad alta intensità di emissioni. 

Attraverso i Piani territoriali, gli Stati membri avrebbero dovuto promuovere diversificazione economica, riqualificazione professionale e occupazione di qualità. Tuttavia, l’attuazione è stata spesso debole: coordinamento insufficiente, risorse limitate o mal gestite, scarso coinvolgimento delle comunità, difficoltà nel garantire reali opportunità di lavoro. Una transizione mal governata genera resistenze e tensioni sociali, mettendo a rischio il consenso verso un cambiamento necessario. Nel frattempo, il contesto politico europeo è cambiato. Con la nuova Commissione Von der Leyen, le priorità si sono progressivamente spostate dalla transizione ecologica alla competitività e alla sicurezza. Il piano di riarmo europeo da 800 miliardi segna un cambio di paradigma: risorse che potevano rafforzare coesione sociale, agricoltura e innovazione verde vengono ora indirizzate verso la difesa e la riconversione militare di parte dell’industria.

Di fronte a questo scenario, la domanda è inevitabile: è questa l’Europa che vogliamo?

La nostra idea di Europa

Già in occasione delle elezioni europee del 2024 ATTIVANZA ha elaborato il documento “La nostra idea di Europa”, aggiornato nel 2025 (https://attivanza.org/temi/). Una proposta per un’Unione democratica, sostenibile, inclusiva e solidale. Al centro mettiamo l’impegno diplomatico e la mediazione nei conflitti, una regolamentazione del mercato comune orientata alla sostenibilità (cosa, quanto e come produrre), una transizione ecologica socialmente giusta e non più rinviabile. Crediamo che pace, giustizia sociale e tutela dei beni comuni globali siano dimensioni inseparabili.

Tra le priorità del nostro percorso c’è la riflessione economica. Se le risorse naturali del pianeta sono finite, non possiamo continuare a misurare il progresso quasi esclusivamente attraverso il PIL e una crescita lineare infinita.

Il 26 settembre 2025, a Pisa, abbiamo organizzato un incontro multidisciplinare con docenti ed esperti di ambito economico, giuridico, sociologico, industriale e del giornalismo ambientale. L’obiettivo era interrogarsi sulla direzione dello sviluppo umano e sulle politiche pubbliche necessarie per un’alternativa credibile all’attuale modello della crescita. Le teorie critiche della crescita sono numerose e spesso convincenti, ma rischiano di restare astratte o di ricadere in contraddizioni. Per questo abbiamo scelto un approccio pragmatico: partire dalle strategie europee esistenti e domandarci come ridefinire ciò che è “valore pubblico”.

Cosa è davvero socialmente produttivo? Cosa produrre, quanto e in che modo? Come distribuire i frutti dell’attività economica tenendo conto dei limiti ecologici e della giustizia sociale?

Ai partecipanti abbiamo proposto un questionario strutturato, per passare dalla critica teorica alla formulazione di proposte operative. Con il supporto del dott. Enrico Tezza, Research Fellow al Green Economics Institute,  abbiamo elaborato il paper “Economia dell’Unione Europea e Sviluppo Sostenibile che restituisce la complessità del dibattito e individua piste di lavoro concrete.

Il nostro è un approccio politico in senso ampio, ma non partitico. Politico significa assumersi la responsabilità, come cittadine e cittadini informati, di riflettere sulle riforme necessarie dell’attuale governance economica europea. Da un lato occorre interrogare l’impianto neoliberista che ha segnato l’architettura dell’UE; dall’altro riconoscere i limiti di un Welfare State che, pur avendo prodotto benefici importanti, continua a concepire il progresso come accumulazione lineare e a privilegiare la redistribuzione senza intervenire sulle modalità di produzione della ricchezza e delle disuguaglianze sociali.

Smarrimento e responsabilità

In questi mesi abbiamo condiviso una preoccupazione crescente per l’indebolimento delle politiche del Green Deal e per la deriva bellicista che attraversa l’Europa. Ma abbiamo anche riconosciuto uno smarrimento diffuso: mancano proposte politiche credibili e coerenti per una transizione ecologica rigenerativa e socialmente giusta. Il percorso avviato non pretende di offrire soluzioni definitive. Anzi, vuole contribuire ad aprire uno spazio di confronto serio e competente, capace di unire territori e istituzioni, teoria e pratica, economia ed ecologia. La transizione ecologica non è uno slogan né una questione tecnica per pochi esperti. È una trasformazione profonda che riguarda lavoro, modelli produttivi, giustizia sociale e qualità della democrazia.

Continueremo ad operare su questi tre livelli – partecipazione locale, visione europea, ripensamento dell’economia – con un obiettivo chiaro: costruire una transizione che non lasci indietro nessuno e che metta al centro la dignità delle persone, la tutela dei beni comuni e la responsabilità verso le generazioni future.

Per il futuro, ATTIVANZA intende aprire nuovi spazi e canali di comunicazione per discutere di economia e istituzioni europee a livello locale, coinvolgendo la cittadinanza e non solo gli addetti ai lavori. L’obiettivo è riportare le scelte economiche al centro della vita democratica, superando l’idea dell’economia come ambito tecnico neutrale, riservato a tecnocrati e fondato su modelli astratti che ignorano le relazioni di potere e la realtà sociale. Consapevoli che i margini di cambiamento sono oggi limitati e che le resistenze sono soprattutto culturali (legate a stili di vita, abitudini e benefici acquisiti) riteniamo necessario un lavoro di consapevolezza collettiva sul senso del limite e sulla responsabilità verso le generazioni future.

Ci interroghiamo su quanto cittadini e cittadine conoscano davvero delle decisioni europee che incidono sulle loro vite e su quanto siano informati e coinvolti. In un contesto segnato da spopolamento dei territori, crisi climatica, riconversione industriale e riduzione delle risorse per il welfare, vogliamo promuovere dibattiti pubblici che partano dai problemi concreti per arrivare alle scelte politiche locali ed europee. La risposta alle grandi sfide del nostro tempo non può ridursi alla sola “competitività”: per questo ATTIVANZA intende rafforzare progetti e azioni civiche in collaborazione con altre realtà associative per approfondire la possibilità di modelli economici alternativi basati sui limiti planetari, i beni comuni globali, la cooperazione multilaterale.

Il Paper è un documento in evoluzione: dall’analisi delle risposte sono emerse nuove domande su come riequilibrare Stato e mercato, organizzare lavoro e produzione, garantire equità sociale nel rispetto dei limiti del pianeta. Restano aperti anche interrogativi su strumenti di governance, politiche pre-distributive e comunicazione pubblica, fondamentali per costruire un’economia sostenibile e condivisa.

Abstract

Il paper “Economia dell’Unione Europea e Sviluppo Sostenibile” presenta e analizza gli esiti di un questionario promosso da ATTIVANZA con l’obiettivo di mettere in discussione il paradigma economico dominante e raccogliere contributi qualificati per delineare un modello di sviluppo alternativo alla crescita lineare fondata su consumo, spreco e surplus. Il percorso di indagine è articolato in cinque temi: critica al PIL e alla teoria economica neoclassica; opportunità e limiti della strategia europea del Green Deal;  criticità della governance economica UE; dimensione culturale e pervasività del consumismo; capacità di immaginare scenari alternativi alla crescita e visioni concrete per una transizione ecologica giusta. 

Esso combina analisi teorica e proposta operativa, con particolare attenzione alle politiche e ai meccanismi decisionali dell’Unione Europea.

Le risposte al questionario di ATTIVANZA sono state fornite da tre esperti con competenze in ambito pubblico e istituzionale: dott. Enrico Tezza, Research Fellow al Green Economics Institute; prof. Bruno Mazzara, psicologo sociale e docente di Psicologia dei consumi presso l’Università La Sapienza di Roma; dott.ssa M. R.  funzionaria in un’organizzazione internazionale.

Le risposte di tre esperti, portatori di approcci differenti (istituzionale-riformista, ecologista-radicale, pragmatico-giuridico), mostrano ampie convergenze sulla crisi degli attuali indicatori di progresso, sull’inadeguatezza delle politiche europee rispetto alle emergenze climatiche e sociali, sull’ aumento  delle disuguaglianze sociali e sulla difficoltà culturale delle società ricche ad accettare stili di vita improntati alla sobrietà. Le divergenze riguardano invece le strategie su come: – riformare dall’interno il sistema attraverso nuovi strumenti di governance; -superare radicalmente il paradigma della crescita; -utilizzare in modo pragmatico gli strumenti esistenti per orientare la transizione. Dal confronto emerge che la transizione ecologica richiede un approccio integrato e multilivello: trasformazione culturale, riforme istituzionali, redistribuzione del potere economico, nuovi criteri di misurazione del benessere e strumenti concreti di policy devono procedere insieme. Centrale è il nodo del potere: senza affrontare le resistenze strutturali e le asimmetrie nei rapporti economici e politici, ogni strategia rischia di restare incompiuta.

Il documento si chiude con due proposte di sintesi: una ridefinizione della funzione dell’economia in chiave rigenerativa, oltre il PIL, e un modello fondato su tre pilastri interdipendenti: giustizia sociale, transizione ecologica e governance economica integra. La tesi è chiara: senza giustizia sociale non c’è consenso per la transizione; senza sostenibilità ambientale non c’è giustizia possibile; senza istituzioni trasparenti e non catturate da interessi particolari non è realizzabile alcun cambiamento strutturale.

Il PAPER in forma sintetica è scaricabile dal sito di ATTIVANZA: https://attivanza.org/temi/

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