SISTEMI DI GOVERNANCE PUBBLICA – GIUGNO 2026

Il gruppo “Integrazione Europea” di ATTIVANZA: “Beyond Borders: Building Europe Together”

In un tempo segnato da crisi interconnesse, trasformazioni profonde e crescente frammentazione politica e sociale, parlare di integrazione europea significa interrogarsi non solo sul futuro dell’Unione europea, ma anche sul ruolo che la società civile può e deve assumere nella costruzione di questo futuro. È da questa consapevolezza che è nato il Gruppo Di Lavoro  “Integrazione europea – Beyond Borders: Building Europe Together” di ATTIVANZA.

Il nostro obiettivo è rafforzare il ruolo attivo della società civile nei processi decisionali, promuovendo trasparenza, partecipazione democratica ed efficacia delle politiche pubbliche. Crediamo infatti che l’Unione Europea non possa essere percepita come uno spazio distante, riservato esclusivamente alle istituzioni o agli addetti ai lavori. Al contrario, l’integrazione europea deve diventare un processo vivo, partecipato, costruito dal basso attraverso il dialogo tra cittadine, cittadini, associazioni, comunità locali e reti civiche.

Il motto che accompagna il nostro gruppo, “Beyond Borders: Building Europe Together” esprime proprio questa visione: andare oltre i confini nazionali, culturali e politici per costruire ponti tra realtà civiche europee. Ma significa anche andare  oltre quei limiti che oggi riducono la partecipazione democratica: la distanza tra cittadini e istituzioni, la frammentazione dei dibattiti pubblici, la prevalenza degli interessi nazionali e la difficoltà di immaginare risposte comuni a problemi che sono ormai globali.

Per ATTIVANZA, l’Europa rappresenta uno spazio politico e culturale fondamentale da cui partire per affrontare le grandi sfide del nostro tempo: la crisi climatica, le disuguaglianze sociali, la trasformazione del lavoro, la transizione ecologica, la pace, la giustizia tra generazioni e la tutela dei beni comuni globali. In questo senso, il lavoro del gruppo si collega direttamente alla nostra idea di UE che nasce da una convinzione precisa: non è più sufficiente desiderare o immaginare un cambiamento ma occorre iniziare a costruirlo, giorno dopo giorno, attraverso un paziente lavoro di relazione, confronto e cooperazione. In una fase storica in cui le democrazie occidentali sono attraversate da sfiducia, polarizzazione e crisi di rappresentanza, la società civile ha il compito di tessere reti fondate sulla fiducia, sulla corresponsabilità e sulla partecipazione.

Per questo il focus principale del GdL “Integrazione europea” è il networking con altre associazioni civiche europee. Vogliamo entrare in contatto con realtà che, in diversi Paesi dell’Unione, lavorano come noi per promuovere cittadinanza attiva, partecipazione giovanile, sostenibilità, diritti, inclusione e innovazione democratica. L’obiettivo è aprire spazi di confronto sulle priorità delle nuove generazioni e contribuire alla costruzione di una cultura politica europea più condivisa e consapevole.

L’integrazione europea, per noi, non è solo un processo istituzionale. È anche un percorso sociale, culturale e civico. Significa riconoscere che i problemi che attraversano le nostre comunità non si fermano ai confini nazionali: il cambiamento climatico, le migrazioni, le disuguaglianze, la sicurezza, la pace e la gestione delle risorse riguardano tutte e tutti noi. Parlare di Europa significa allora interrogarsi su quale idea di progresso vogliamo perseguire: un progresso inteso solo come accelerazione economica e tecnologica, oppure un progresso capace di migliorare realmente la qualità della vita, ridurre le disuguaglianze, proteggere l’ambiente e rafforzare la democrazia?

Il nostro gruppo vuole contribuire a questa riflessione con uno sguardo concreto. Non vogliamo limitarci a un dibattito astratto sull’Europa, ma costruire occasioni di partecipazione e proposta. Tra i progetti a cui stiamo lavorando, che vogliamo proporre ad altre associazioni, vi è una scuola di formazione politica sulle competenze europee per le giovani generazioni: uno spazio pensato per avvicinare ragazze e ragazzi al funzionamento dell’Unione europea, ai suoi strumenti decisionali, alle opportunità di partecipazione e al ruolo che ciascuno può avere nel promuovere politiche pubbliche più giuste e sostenibili.

Un’altra iniziativa in fase di elaborazione è “Il partito paneuropeo che vorrei”, una proposta di iniziativa popolare pensata per stimolare una riflessione collettiva su nuove forme di rappresentanza politica europea. L’obiettivo è immaginare strumenti capaci di superare la frammentazione nazionale e di dare maggiore voce ai cittadini e alle cittadine europei, in particolare alle nuove generazioni, nella definizione delle priorità comuni.

Il GdL “Integrazione europea” nasce quindi con una vocazione chiara: connettere, proporre. Connettere associazioni civiche europee; proporre idee, percorsi e strumenti per rendere l’Unione europea più vicina, partecipata e capace di rispondere alle sfide del presente.

Costruire l’Europa insieme significa assumersi una responsabilità comune. Significa difendere la democrazia, ma anche renderla più piena, più inclusiva e più capace di incidere sulle condizioni materiali di vita delle persone. Significa superare la logica della competizione tra Stati e lavorare per una cooperazione fondata sulla pace, sulla giustizia sociale, sulla sostenibilità e sui beni comuni. L’Europa è anche uno spazio di azione civica quotidiana. E può diventare, se sapremo costruirla insieme, il luogo in cui dare forma a un futuro più giusto, democratico e sostenibile.

 

Il Gruppo “Società civile globale” di ATTIVANZA:  “The World in EU” – Costruire la generazione politica europea di domani

ATTIVANZA nasce dalla convinzione che la partecipazione civica non possa essere delegata: ogni cittadino/a ha la responsabilità, e il diritto, di contribuire attivamente alla costruzione del proprio futuro collettivo. In un momento storico in cui le democrazie liberali mostrano segni di affaticamento e le istituzioni faticano a tenere il passo con la complessità del presente, il rischio più grande non è l’opposizione esplicita ai valori democratici, ma l’indifferenza silenziosa di chi si sente escluso dai processi decisionali.

ATTIVANZA si propone come risposta a questa deriva: un laboratorio civico che non si limita a commentare le istituzioni, ma vuole formare una nuova generazione politica europea, con persone capaci di abitare le strutture esistenti, metterle in discussione e, quando necessario, trasformarle. L’Unione Europea, con tutte le sue potenzialità, porta con sé contraddizioni che non possono essere ignorate: un deficit democratico ancora irrisolto, squilibri nella rappresentanza tra Stati membri e cittadini, e una proiezione esterna che stenta a tradursi in una voce davvero unitaria e autorevole sul piano globale. Lavorare per una nuova generazione politica europea significa anche avere il coraggio di nominare questi limiti e immaginare percorsi concreti per superarli.

“The World in EU”: connettere l’Europa al mondo

È in questa cornice valoriale che opera il nostro gruppo tematico “The World in EU”, dedicato all’integrazione globale. Il gruppo lavora per connettere la riflessione sull’Unione Europea con i grandi dibattiti della governance internazionale, a partire da un assunto di fondo: riformare l’Europa non è un esercizio autoreferenziale. Significa anche ripensare il suo ruolo nel sistema internazionale, il suo contributo alle grandi sfide globali, dalla crisi climatica alle migrazioni, dalla sicurezza alimentare alle disuguaglianze strutturali tra Nord e Sud del mondo.

In questo senso, il lavoro del gruppo non si esaurisce nell’analisi istituzionale o nel monitoraggio delle politiche europee. Ambisce a costruire ponti tra la società civile, le istituzioni e il dibattito accademico e politico internazionale, contribuendo a formare una visione critica ma propositiva del posto dell’Europa nel mondo.

Dialoghi in corso: i nostri partner internazionali

Negli ultimi mesi, il gruppo ha avviato contatti significativi con alcune realtà di primo piano nel panorama della società civile globale. Si tratta di interlocuzioni che testimoniano una crescente capacità di ATTIVANZA di posizionarsi come soggetto attivo nel dibattito internazionale, e non soltanto come osservatore.

Con GPIN (Global Public Investment Network) abbiamo tenuto call di aggiornamento negli ultimi mesi , nel corso delle quali si è discusso della Coalition of Governments on Global Public Investment e della Civil Society Agenda per il 2026. È stata un’occasione importante per comprendere come il tema degli investimenti pubblici globali si stia strutturando come agenda politica concreta, capace di coinvolgere governi, istituzioni multilaterali e organizzazioni della società civile in un dialogo comune. Per ATTIVANZA, questo confronto rappresenta un punto di ingresso privilegiato nella riflessione su come ridisegnare le priorità della finanza pubblica internazionale in chiave di equità e sostenibilità.

Abbiamo avviato contatti diretti anche con CIVICUS, la rete globale che riunisce organizzazioni della società civile da oltre 180 paesi, volti ad esplorare sinergie sul tema del rafforzamento della società civile a livello mondiale e della sua capacità di incidere nei processi di governance globale, soprattutto sulla riforma dell’ONU. CIVICUS è un interlocutore di straordinaria rilevanza, che permette di inserire il lavoro di ATTIVANZA in una conversazione planetaria sul futuro della partecipazione democratica e dei diritti civici. 

Il programma di ATTIVANZA è stato presentato in presenza anche al Resilience Centre di Stoccolma, in cui il dialogo si orienta verso le grandi questioni della resilienza sistemica — come le società e le istituzioni possono essere progettate per reggere gli shock del cambiamento globale, senza sacrificare coesione sociale e giustizia.

Questi incontri non sono fini a sé stessi. Ci permettono di collocare il lavoro di ATTIVANZA all’interno di reti più ampie, di imparare da esperienze maturate in contesti diversi dal nostro, e di rafforzare la nostra capacità di incidere concretamente, andando oltre i confini del contesto italiano o europeo.

Dove stiamo andando

Nel breve termine, il nostro obiettivo è consolidare questi dialoghi e allargare progressivamente la rete di partner e interlocutori, costruendo relazioni sostanziali e non meramente formali. Vogliamo che ogni contatto si traduca in scambi concreti: progetti comuni, contributi a documenti di policy, partecipazione a tavoli di lavoro internazionali.

Nel lungo periodo, l’ambizione è sicuramente più ampia ed audace . Vogliamo contribuire a un ripensamento del sistema internazionale — a partire dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, le cui architetture risalgono a un mondo profondamente diverso da quello attuale. Un sistema internazionale più equo, più rappresentativo delle realtà emergenti e all’altezza delle sfide dello sviluppo sostenibile non nasce da solo: richiede una pressione costante e organizzata da parte della società civile, una visione condivisa e interlocutori preparati a sostenerla. 

Perché cambiare l’Europa non basta, se il mondo intorno a essa rimane bloccato nelle sue asimmetrie. E perché ATTIVANZA crede che la società civile organizzata abbia non solo il diritto, ma il dovere, di sedersi a quei tavoli.

La strada è lunga. Ma inizia da qui, e inizia ora.

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