Spiegare il concetto di “società civile globale”, nel contesto attuale, può risultare piuttosto complesso. Numerosi studiosi ed esperti hanno riflettuto sul profondo significato che questa espressione assume e hanno offerto importanti definizioni.
Per il Prof. Antonio Papisca, già professore ordinario di Relazioni internazionali nell’Università di Padova e fondatore del Centro di Ateneo per i Diritti Umani, la società civile globale è “quel soggetto collettivo che è prioritario rispetto allo stato e al sistema degli stati perché ciascuno dei suoi membri individuali è titolare di diritti innati formalmente riconosciuti anche dalle norme del diritto internazionale. I diritti umani fanno lo status politico della società civile in quanto tale, cioè il suo porsi quale soggetto sociale originario. Pertanto i diritti umani sono la chiave per capire l’identità profonda della società civile e i termini del suo rapporto con le istituzioni derivate, compreso lo stato e il sistema degli stati”.
E’ possibile riscontrare un filo conduttore comune che lega insieme tutte queste visioni: l’impegno tra cittadini, associazioni e organizzazioni per una cooperazione transnazionale, esterna e allo stesso tempo contestuale alle forze politiche, che permetta la realizzazione di un futuro migliore a livello globale, la garanzia dei diritti umani fondamentali e l’incremento di una partecipazione politica, su più livelli, pienamente democratica.
Su questa linea di azione si sviluppa il lavoro del nostro gruppo tematico, dando concretezza ad uno dei pilastri della nostra associazione sopra citati: rendere le principali istituzioni per la convivenza globale sempre più “efficaci, responsabili e trasparenti”. Questo obiettivo ambizioso si può raggiungere tramite la creazione di un sistema di governance pubblica aperto a tutti, partecipativo e rappresentativo a tutti i livelli, garantendo, allo stesso tempo, il ruolo centrale della Politica nel processo decisionale a tutela del pubblico interesse.
La nostra associazione, quindi, si impegna per creare una rete di collaborazione che includa cittadini, associazioni, enti e centri di ricerca. Lo scopo di questo network è quello di promuovere e raccogliere idee, campagne e proposte di riforma per rafforzare la partecipazione democratica affermando e rafforzando il ruolo attivo della cittadinanza riguardante i sistemi di governance pubblica (link alle nostre iniziative: https://attivanza.org/iniziative/).
L’attività del gruppo di lavoro si muove contemporaneamente su tre linee:
- la prima si concentra sull’applicazione delle strategie per lo Sviluppo sostenibile nelle varie sedi istituzionali. L’aggravarsi della crisi climatica è innegabile e si rende sempre più necessario intervenire a tutela dell’ambiente accelerando, in maniera consapevole, con le politiche delineate dall’Europa sulla transizione ecologica, rispettando tutti i punti dell’Agenda 2030. Il primo dei 17 obiettivi interconnessi, stabiliti dall’ONU, per il raggiungimento di un futuro sostenibile è la lotta alla povertà. Il lavoro della società civile diventa, quindi, fondamentale. Enti, istituti di ricerca, fondazioni, associazioni, organizzazioni ed esperti sono quell’anello di congiunzione che consente di portare il “locale” nel “nazionale” e nell’“internazionale”, dando voce e risonanza a tutte quelle istanze che rischierebbero di restare inascoltate ed ignorate. E’ importante che le istituzioni coinvolgano maggiormente la società civile, facendo riferimento alla politica di coesione auspicata dalla Presidente Von der Leyen in modo che “nessuno venga lasciato indietro”;
- la seconda insiste sull’importanza dei processi di integrazione europea e della democrazia partecipativa. I dati ISTAT per il 2023 confermano la diminuzione della partecipazione civica e politica di 2,7 punti percentuali (60,7%, rispetto al 63.4% del 2022). Questo calo di interesse per l’attività politica, ritenuta come qualcosa di estraneo ed estremamente lontano, riflette anche un disinteresse per l’informazione e un elevato grado di sfiducia della popolazione nei confronti delle istituzioni nazionali e internazionali. L’astensionismo sta aumentando sempre di più e si è arrivati a parlare di un partito del “non voto”. I dati riportati da OpenPolis sono preoccupanti: nel 2022, oltre 17 milioni di elettori in Italia hanno scelto di non votare e l’affluenza alle urne è calata dal 93,4% del 1976 al 63,8% del 2022. E’ più che mai urgente ricostruire la partecipazione attiva dei cittadini e delle cittadine e la fiducia nelle istituzioni nazionali ed europee, e il coinvolgimento della società civile si mostra, ancora una volta, uno strumento fondamentale affinché la cittadinanza possa essere coinvolta nella sua totalità, sul piano nazionale e internazionale. Le associazioni e gli enti non politici possono rappresentare quei luoghi sicuri e accoglienti in grado di raccogliere idee, pareri, spunti e riflessioni dei singoli individui e concretizzarli in proposte politiche di riforma. La creazione di questo circolo virtuoso può materialmente combattere il disinteresse dilagante, il rifiuto per la partecipazione attiva e l’indifferenza nei confronti della sana e corretta informazione;
- l’ultima linea di azione si concentra sul rilancio del multilateralismo, sul mantenimento della pace e sull’importanza della cooperazione internazionale. L’attuale contesto geopolitico, analizzato all’inizio di questo articolo, dimostra la crescente necessità di un ritorno ad una politica basata sul dialogo e sulla collaborazione tra stati ed attori internazionali. L’antico modello che vedeva il globo “comandato” da Paesi occidentali si sta progressivamente smontando e la cecità dei leader politici del vecchio continente taglia fuori da accordi, trattati e conversazioni, tipici della cooperazione e del dialogo internazionale, realtà e attori ritenuti “emergenti” che sono, a dire il vero, ormai affermati. La creazione di un “nuovo ordine” alternativo ai vecchi modelli di collaborazione internazionale è una realtà ormai concreta e la nascita dei BRICS è un esempio di quel cambiamento che sta facendo tremare gli stati occidentali in un momento di grave instabilità internazionale. Per questo, il gruppo “Società civile globale” vuole riportare l’attenzione sul ruolo che il multilateralismo può avere nella gestione dei conflitti, nel mantenimento della pace e nella tutela dei diritti umani: non può esistere un futuro sostenibile ed equo per tutto il mondo se, dal palco del dialogo internazionale, vengono tagliati fuori stati e popolazioni intere.
LE INIZIATIVE DEL GRUPPO
In questi mesi abbiamo realizzato e sostenuto vari progetti in linea con le nostre linee di azione generali.
- Sviluppo sostenibile e pace
Poiché crediamo in un futuro in cui la pace e la cooperazione per lo Sviluppo umano equo e sostenibile sono le protagoniste della politica internazionale, abbiamo partecipato a numerose campagne per stimolare una riflessione sul piano di riarmo europeo. Il progressivo aumento della spesa militare riduce notevolmente le risorse disponibili (e necessarie) a contrastare la crisi climatica e a favorire lo sviluppo sostenibile e può danneggiare gravemente le economie e il tessuto produttivo degli stati. In un contesto così critico e caotico, la risposta non dovrebbe essere una rapida corsa alle armi, bensì l’impegno alla ricostruzione della pace concentrandosi sulla salvaguardia del benessere dell’umanità che dipende strettamente dalla tutela degli ambienti e degli ecosistemi, dagli investimenti nei settori della sanità e dell’istruzione e dal contrasto alla povertà.
Sosteniamo, quindi, che sia necessario interrompere questo circolo vizioso e per questo motivo abbiamo sottoscritto, con la rete europea di Lobbying4Change, due lettere rivolte alle istituzioni europee a difesa delle direttive europee sulla sostenibilità.
L’idea di un mondo che ripudia la guerra ci ha spinto a sostenere attivamente la campagna “Ferma il riarmo” e a partecipare all’evento del 9 aprile 2025 “ReThink Europe” organizzato dal think tank Pensare Insieme, un nostro importante partner presentando l’appello dell’intera comunità di ATTIVANZA per fermare il progetto del riarmo europeo.
- Democrazia Partecipativa in UE
“Coltivare la democrazia” è la finalità di ATTIVANZA, come testimoniato dal nostro manifesto. Nell’ottica di perseguire questo core purpose, la partnership intrapresa con Prossima Democrazia, con la quale stiamo partecipando agli European Citizens’ Panels 2025 promossi dall’UE, assume un significato cruciale, oltreché una notevole importanza strategica, offrendo un’opportunità imperdibile per consolidare i nostri rapporti con altre associazioni del terzo settore che condividono i nostri valori, portati avanti attraverso linee operative ben precise.
Alla suddetta iniziativa abbiamo dedicato un articolo in questa newsletter.
- Governance globale: il ruolo della Società civile globale
Come sopra accennato, una definizione dell’espressione “società civile globale” è difficile da individuare, perché fa riferimento ad una realtà ampia, complicata, estesa al di fuori della nostra società che a causa della globalizzazione, inevitabilmente si trova a doversi interfacciare con realtà esterne, spesso diverse: ciò, in qualche modo, ci rende tutti cittadini che, di fronte ai diritti umani, non hanno nulla di diverso se non, forse, la lingua e la cultura di riferimento. Le nostre vite sono tutte profondamente e indissolubilmente intrecciate. Su questa base abbiamo intrapreso una serie di iniziative con alcuni partner attivi nel campo internazionale.
In particolare, con il partner Pensare Insieme nel 2024 è stata realizzata un’opera collettiva, un libro dal titolo “SOTF – United Nations Summit Of The Future – Analisi, commenti e contributi” per rivedere in senso critico le raccomandazioni per il Summit delle Nazioni Unite che ha avuto luogo nel Settembre 2024, su input di Jeffrey D. Sachs, presidente dell’UN Sustainable Development Solution Network. Il progetto di Pensare Insieme non si è limitato ad una mera analisi teorica, ma ha offerto anche raccomandazioni pratiche per attuare politiche sostenibili a livello globale; vere e proprie linee guida che mirano a promuovere un futuro in cui tutte le culture siano rappresentate equamente e dove il dialogo tra i popoli sia la norma.
Nel dicembre 2024 è stato organizzato un incontro a Mantova con il partner Fondazione Keyvan-The Alliance a cui ha partecipato Arthur Dahl, Presidente dell’International Environment Forum e già Vicepresidente esecutivo aggiunto del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP), che ha sottolineato l’urgenza di una riforma dell’ONU, indicando come priorità la modifica della Carta delle Nazioni Unite per dare un ruolo centrale all’Assemblea generale, cioè la voce dei Popoli del mondo.
Di recente abbiamo avviato una collaborazione con Public Global Investment Network per ampliare il nostro network e unire le forze per un’azione più efficace ed incisiva nello sviluppo di una cultura politica improntata sul multilateralismo, attraverso la proposta di un nuovo modello di investimenti pubblici globali, che presuppone la cooperazione internazionale (ad esempio per far fronte alla crisi climatica) come un’impresa collettiva a cui tutti i Paesi dovrebbero contribuire.
CI PRESENTIAMO
Il gruppo è composto da ragazzi e ragazze provenienti da studi politici e internazionali, determinati a mettere in campo le proprie conoscenze, risorse e capacità per intraprendere nuove attività con il fine di costruire una vera Società civile globale. Riportiamo due testimonianze a nome del gruppo:
Gabriele: “laureato in Relazioni Internazionali con una specializzazione in Studi Europei. Sono felice di far parte di questo gruppo, perché credo profondamente nel valore del confronto come motore per generare idee e contribuire concretamente alla società. Vedo in questo gruppo un’opportunità per far sentire la voce delle nuove generazioni e per lavorare insieme, in uno spirito di collaborazione, alla costruzione di una società più democratica, sostenibile, europea, e multilaterale.”
Samantha: “sono stata spinta ad entrare a far parte del gruppo Società civile globale per diverse ragioni. Innanzitutto perché sento forte il bisogno di allargare lo sguardo, di uscire dai confini del “qui e ora” e riconoscermi parte di un sistema più grande, fatto di persone, comunità e diritti che si intrecciano a livello globale. Credo che la società civile, quando consapevole, organizzata e connessa, abbia un potere trasformativo enorme ed è proprio questo che fa il nostro gruppo: mette in relazione voci e realtà diverse, promuove un’idea di cittadinanza attiva che non si ferma ai confini nazionali, e prova a portare avanti una visione più giusta, solidale e sostenibile del mondo. Per me farne parte significa imparare, contaminarmi, e al tempo stesso contribuire con quello che sono e che so. Significa anche credere che un altro modello sia possibile, e che il cambiamento, se lo vogliamo davvero, si possa costruire anche con il dialogo, la collaborazione e la responsabilità condivisa. In un’epoca in cui tutto sembra spingerci all’individualismo, lavorare insieme per rafforzare la società civile globale è un atto politico, umano e necessario”.
Attraverso le parole di Samantha e Gabriele, abbiamo voluto esprimere le nostre motivazioni e le nostre convinzioni, le ragioni per cui abbiamo deciso di intraprendere questa avventura nella speranza che, insieme, possiamo lavorare davvero per un domani diverso, forse migliore.