Gen z: le proteste dei giovani nel sud globale contro corruzione, disoccupazione e disuguaglianze sociali,
a cura del gruppo di ATTIVANZA “Società civile globale”
“Nel linguaggio giornalistico, la generazione dei nativi digitali, nati tra il 1997 e il 2012”. Così è come l’enciclopedia Treccani definisce l’espressione Generazione Z, più comunemente abbreviata in Gen Z. Una generazione nata all’ombra di un cambiamento epocale – la rivoluzione digitale – e che di tale cambiamento ne ha fatto una caratteristica strutturale ed un tratto esistenziale distintivo.
Ridurre il discorso sulla Generazione Z ad una mera questione anagrafica, o porre il focus esclusivamente sulla dimensione del digitale, risulterebbe però riduttivo quanto anacronistico.
In tempi recenti, i membri della Gen Z si sono resi protagonisti di movimenti sociali, politici e culturali che hanno severamente impattato l’establishment politico delle rispettive aree di provenienza – in alcuni casi anche in maniera irreversibile.
Tuttavia, l’elemento che risulta più interessante, quanto storicamente ineguagliato, della mobilitazione giovanile ai tempi della Gen Z riguarda la crescente “liquidità” dei confini geografici. Pur partendo da latitudini differenti, le proteste della Gen Z perseguono obiettivi condivisi – principalmente riguardanti la giustizia sociale, la lotta alla corruzione, il contrasto della crisi climatica e la tutela dei diritti umani – e trasformano lo spazio di solidarietà ed aggregazione da nazionale a globale: i giovani si confrontano nelle aule universitarie, creano spazi di condivisione e dialogo, si danno appuntamento nelle piazze e davanti ai luoghi di potere, ma replicano tutto questo su piattaforme online come Discord, sistema di messaggistica istantanea che attualmente conta più di 600 milioni iscritti, così come Instagram e Tik Tok. Per quanto uno statement del genere possa risultare ridondante – e, perchè no, forse un po’ banale – è questo utilizzo dei social che ci porta oltre i loro angoli più bui e reconditi, ricordandoci quanto di buono possa uscirne.
Liquido è anche il concetto di leadership nell’attivismo Gen Z. In un’espressione della partecipazione e dell’azione collettiva che rimanda alla forma più primordiale e genuina della democrazia diretta, i giovani attivisti di oggi non perseguono idolatrie o mitizzazioni di singoli individui quali portatori di ogni loro interesse, e anche quelle figure alle quali viene attribuito il ruolo di guida – Greta Thunberg ne costituisce un esempio lampante – sono sempre in prima linea a combattere per le cause di cui portano alta la bandiera.
E’ per noi di ATTIVANZA – associazione composta prevalentemente da giovani di età compresa tra i 25 e i 30 anni – fondamentale rimarcare l’impronta che questa generazione sta imprimendo sul mondo. Un mondo in cui i concetti di meritocrazia ed anzianità sembrano ancora essere indissolubilmente intrecciati, come ampiamente dimostrato dalle statistiche del Pew Research Center sulla composizione anagrafica della leadership mondiale: nel 2024, l’età media dei leader mondiali era di 62 anni, con il 34% dei governanti aventi età compresa tra i 60 e i 70 anni, seguiti dal 22% in età compresa tra i 50 e i 60 e ben il 19% di età compresa tra i 70 e gli 80 anni. Il dato più (tristemente) emblematico riguarda i leader di età compresa tra i 30 e i 40: solo 5 sono i primi ministri attualmente governanti ad avere un’età inferiore ai 40 anni. In un clima di sfiducia e delusione, causato da politiche portate avanti da leader anagraficamente e mentalmente distanti dalle fasce più giovani della popolazione, la Generazione Z trova quindi la forza e il coraggio di reagire, manifestando il dissenso e “ridefinendo la natura della protesta del 21° secolo” adottando slogan e simboli ormai universali, come la bandiera dell’anime One Piece, e mostrando una collaborazione e una connessione ormai transnazionale. Nepal, Marocco, America Latina e Madagascar sono solo alcuni degli scenari in cui la Generazione Z ha agito per cercare di invertire la rotta di governi in cui non si sono più riconosciuti, raggiungendo anche gli obiettivi prefissati (come la destituzione di Boluarte in Perù per “permanente incapacità morale”) e sfidando le repressioni, purtroppo anche violente, messe in atto dalla classe politica.
Quello che emerge, dunque, è un quadro che va a smontare quella narrazione che vede i giovani come individui passivi e disinteressati alle tematiche sociali e politiche: la Generazione Z si attiva, si impegna e si aggrega in favore del progresso superando i confini nazionali. Ne sono un esempio le manifestazioni in favore della Palestina, organizzate in concomitanza con la missione umanitaria Global Sumud Flotilla, che hanno coinvolto e spinto milioni di giovani in ogni parte del mondo a protestare contro l’immobilità e l’apatia dei propri governi. Ciò che è chiaro, dunque, è che i giovani non possono essere più considerati come dei cittadini apatici, ma devono essere ascoltati e coinvolti nella costruzione di un futuro basato su quei valori – ormai globalmente diffusi e riconosciuti – di giustizia sociale, sviluppo sostenibile, equità e pari diritti. Noi di ATTIVANZA, come già ribadito nella nostra lettera aperta contro il riarmo europeo, crediamo che il coinvolgimento nei processi decisionali di quelli che saranno “gli adulti di domani” sia imprescindibile e assolutamente necessario per la costruzione di un patto intergenerazionale che permetta di non ricadere negli errori del passato e costruire un mondo migliore, democratico, sostenibile, inclusivo e solidale.
Bibliografia e sitografia:
- “Generazione Z”, Enciclopedia Treccani, Neologismi (2020).
- Roggero, C. “Gen Z: cresce la protesta dei giovani nel mondo”, ISPI, 8/10/2025.
- Silver, L. “As Biden and Trump seek reelection, who are the oldest – and youngest – current world leaders?”, Pew Research Center, 1/05/2024. https://www.pewresearch.org/short-reads/2024/05/01/as-biden-and-trump-seek-reelection-who-are-the-oldest-and-youngest-current-world-leaders/?utm_source=chatgpt.com.
- https://futuranetwork.eu/democrazia-e-regimi-politici/697-5938/la-protesta-della-generazione-z-nel-sud-globale-rovescia-i-governi-corrotti