“I giovani al voto”, di Beatrice Bonardi e Elisa Bilancia

“I giovani al voto”, di Beatrice Bonardi e Elisa Bilancia

Desideriamo riproporre dieci lettere redatte nel 2022 da giovani attivi nel volontariato, che raccolgono ed esprimono idee e visioni dei giovani, affinché siano rese patrimonio comune, consegnate ad altri e diffuse nei territori. L’8 e il 9 ottobre 2022 un’importante iniziativa ha radunato cinquecento giovani volontari a Bergamo, in occasione di Bergamo Capitale Italiana del Volontariato, in cui si sono svolte due giornate intitolate “Io dono così. Giovani che cambiano il mondo” (https://www.csvlombardia.it/senza-categoria/post/io-dono-cos-giovani-che-cambiano-il-mondo/).In questi due giorni si è discusso delle esperienze di volontariato vissute nei propri territori e sono state redatte dieci lettere indirizzate all’Unione Europea, incentrate su quelle questioni ritenute prioritarie per il futuro delle nostre comunità: ambiente e vita sulla terra, giustizia e legalità, parità di genere, pace e geopolitica, salute e benessere, investimento sul territorio, cultura, cittadinanza e partecipazione, scelte e opportunità, e l’esperienza del volontariato. Ognuna di queste lettere vuole esprimere una richiesta all’Europa, volta al futuro e al cambiamento (per la versione integrale: https://bergamo.capitaleitalianavolontariato.it/lettere)

Lettera all’Europa sull’ Ambiente. In questa lettera i giovani volontari evidenziano la presenza di una pluralità di crisi che caratterizzano il nostro pianeta: crisi climatica, inquinamento, esaurimento delle fonti energetiche e delle risorse naturali, perdita della biodiversità, riscaldamento globale. Crisi alle quali è necessario porre rimedio anche dando ascolto alle nuove generazioni, le prime che si ritroveranno ad affrontare le crisi attuali e future. C’è molto da fare: sensibilizzare ed educare su questo tema ogni fascia d’età; promuovere la ricerca; perseguire obiettivi comuni; dare vita a modelli economici più equi e sostenibili; offrire una visione globale per sostenere il cambiamento; rivalutare anche la possibilità di un’economia locale.

Lettera all’Europa sulla Salute. Questa volta la richiesta alla “Gentile Europa” è spinta da un bisogno sempre più percepito: la salute. La pandemia Covid-19 ha aperto nuovi scenari, caratterizzati da stati d’emergenza, d’ansia, di incertezza e solitudine, dai quali si vuole ripartire. E’ partendo da queste difficoltà che possono nascere nuove opportunità di cambiamento: è cresciuta la necessità di affermare un benessere della persona e della collettività, inteso in ogni sua possibile forma, a 360°, psicofisica, relazionale e sociale. Si richiede all’Europa di intervenire attraverso l’introduzione di strumenti volti ad istruire sin da quando si è più piccoli verso la cura di sé stessi per essere poi in grado di curare gli altri.

Lettera all’Europa sulla Parità di Genere. Vengono qui evidenziatele principali sfide da affrontare da parte delle donne: la scelta obbligata tra carriera e avere una famiglia; l’impossibilità di avere una famiglia per le persone LBGTQ+; la mancata libertà di accedere a qualsiasi luogo per le donne con disabilità; l’essere sempre considerate “di troppo” solo perché migranti; sofferenze e sfide subite da coloro che non hanno una fissa dimora, che sono neuro divergenti, o carcerate.
Viene, poi, sottolineata la necessità di istruire all’inclusione e di generare una società più equa e giusta capace di garantire a tutti le stesse possibilità. In questa lettera si ambisce alla parità, intesa come una “costellazione di temi diversi: di genere, di razza, di classe, di abilità, di orientamento sessuale e di fede”.

Lettera all’Europa sulla Giustizia e la Legalità. Un’altra richiesta proposta dai giovani volontari fa riferimento alla tematica dei diritti che dovrebbero essere garantiti dalla Carta dei Diritti Fondamentale dell’Unione Europea. Purtroppo, però,  la realtà è molto diversa e non vi è ancora una società dove la dignità umana è rispettata e dove le disuguaglianze non esistono. La richiesta è quella di garantire che tutte le persone abbiano condizioni di vita dignitose, il pensiero è rivolto a tutti, non bisogna lasciar indietro nessuno. Si chiede all’Europa di guardare anche a tutte le persone con disabilità, a coloro che vivono in carceri sovraffollate, ai migranti.


Lettera all’Europa sulla Pace e la Geopolitica. La lettera esprime l’arduo compito di affrontare il tema della pace e conflitti globali. Si sottolinea l’importanza di incarnare la pace nelle azioni quotidiane, evidenziando il divario tra le grandi questioni mondiali e la vita quotidiana. Si esorta l’Europa a sostenere un movimento che parta dalla conoscenza, comprenda, avvicini e umanizzi le questioni e le persone. Le giovani generazioni sono pronte ad aiutare, ma percepiscono una diffidenza da parte di Europa. La situazione mondiale è descritta come difficile, con ingiustizie economiche, impatto ambientale e crescente povertà. Si propone l’importanza di piccoli passi locali, investendo nelle risorse del territorio, promuovendo la comunicazione sociale e ampliando gli orizzonti di pensiero. Si chiede di reagire, valorizzare la diversità, migliorare l’educazione, rendere accessibile l’istruzione e coinvolgere la società civile. La lettera conclude con un appello a smettere di considerare i giovani solo come il futuro, riconoscendoli come il presente e invitando a non ignorare il loro impegno.

Lettera all’Europa sulla Cultura. La lettera esprime l’importanza dell’inclusione nella cultura, sottolineando la necessità di un dialogo tra diverse culture. Critica gli sforzi limitati verso l’interculturalità e evidenzia le opportunità culturali che sembrano spesso esclusive. L’inclusione richiede il riconoscimento della diversità, la comprensione degli altri e l’ascolto. L’appello si estende all’Europa per il sostegno nelle iniziative culturali di base, per favorire reti e per aiutare nell’istruzione per contrastare gli stereotipi. Inoltre, chiede il riconoscimento delle competenze dei volontari in certificazioni formali, sottolineando l’importanza di prendersi cura della cultura del volontariato.

Lettera all’Europa sul Territorio. La lettera parla del gruppo “Contrabbando speranza,” attivo nel territorio di Corsano, Puglia, che organizza eventi e iniziative per mantenere viva la comunità. Si definiscono tosti, appassionati ed empatici, investendo competenze trasversali nella risoluzione di problemi. Tuttavia, espongono sfide come la frammentazione tra associazioni, la difficoltà nel comunicare con le istituzioni e la mancanza di collaborazione. Identificano quattro azioni per migliorare la situazione, tra cui valorizzare le esperienze locali, coinvolgere le scuole nella cultura del volontariato e permettere ai giovani di partecipare attivamente nei processi decisionali. L’appello è a investire nelle nuove generazioni per creare un cambiamento positivo.


Lettera all’Europa sul Dono.
La lettera, proveniente dal gruppo “lo dono così,” esplora le sfaccettature della parola “dono” attraverso l’alfabeto. Esprime il desiderio di ridurre ingiustizie e disuguaglianze, evidenziando gli sforzi nel donare in un periodo ansioso. Nonostante le difficoltà, il gruppo si riempie di abbracci, innovazione e empatia. L’appello a Europa include proposte come coinvolgere giovani in politica, raggiungere gli indifferenti, rendere l’istruzione accessibile, promuovere un linguaggio inclusivo e costruire spazi di incontro. Sottolinea la necessità di superare barriere e colmare divari regionali, chiudendo con la gratitudine e l’invito a considerare il gruppo come un’onda pronta a trasportare e travolgere, ma sempre in direzione positiva. La lettera ringrazia Europa per l’ascolto.


Lettera all’Europa sulle Scelte e le Opportunità.
La lettera riflette sul volontariato come scelta personale, una forma di impegno e passione che contribuisce alla trasformazione sociale. Sottolinea il privilegio della possibilità di scegliere e come il volontariato colmi i vuoti dove le istituzioni non arrivano. Chiede il supporto dell’Europa, invocando politiche di inclusione che riconoscano la diversità individuale e abbattano le barriere burocratiche. Richiede il sostegno nella promozione delle attività volontarie, la creazione di reti e piattaforme di comunicazione efficaci. Invita all’istituzione di un sistema strutturato per migliorare il coordinamento e il dialogo tra associazioni, chiedendo anche il riconoscimento del volontariato come azione importante e competente nella società. 


Lettera all’Europa sulla Cittadinanza e la Partecipazione. La lettera esprime gratitudine a Europa (personificazione) per il tempo dedicato a conoscere e discutere sul volontariato. Sottolinea l’importanza del tempo e del valore nel volontariato, ma sottolinea che il cammino è ancora lungo. Si evidenzia la necessità di utilizzare il tempo non solo per la crescita individuale, ma anche per formare nuovi volontari. La richiesta principale è uno spazio fisico e simbolico in cui persone e associazioni possano incontrarsi, scambiarsi idee, sviluppare progetti e discutere con l’amministrazione pubblica. Si sottolinea la richiesta di ascolto delle esigenze quotidiane, soprattutto per anziani, fragili e nuovi arrivati. Infine, si evidenzia la necessità di spazio per fruttificare il tempo, informare, formare, e coinvolgere i giovani in modo innovativo e divertente. La lettera si chiude con l’invito a Europa di pensare a come poter contribuire a realizzare queste speranze e proposte.

Questi argomenti forniscono uno spunto importante per una riflessione incentrata sul ruolo dei giovani nella società, in particolare prendiamo ad esempio le elezioni USA del prossimo Novembre: i giovani nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 29 anni hanno rivelato in un sondaggio, dell’Agosto 2023, di identificarsi nella visione progressista in misura significativamente maggiore rispetto ai loro rappresentanti politici.
Il rischio individuato dagli analisti è non tanto che questi giovani si possano schierare con gli avversari, ma che potrebbero scegliere di non votare, ritenendosi più all’avanguardia di coloro che dovrebbero rappresentarli. A questo dato si aggiunge l’analisi di John Della Volpe, direttore dei sondaggi all’istituto di politica Kennedy di Harvard, che ha sottolineato come il partito progressista sia destinato ad avere difficoltà tra gli elettori della fascia di eta’ tra i 18 e i 29 anni. “Quasi tutti i segnali che in passato mi avevano reso fiducioso sull’affluenza dei giovani – ha scritto nella sua analisi sul voto del 2024 – adesso mostrano indicazioni allarmanti”. Cheyenne Hunt, una democratica di 25 anni e influencer su TikTok, ha messo in guardia il partito dal non dare il voto dei giovani per scontato. “Adesso – ha spiegato a The Hill – c’è un minore senso di lealtà verso un particolare partito. Conta di più il tipo di candidato, qualcuno in grado di darti l’idea che fa di tutto per difendere i tuoi interessi”.  La generazione Z, nome con cui viene indicato chi è nato tra gli anni ’90 e i primi anni dieci del duemila, è considerata quella politicamente più motivata nella storia americana, e quella che si è riversata alle urne nelle ultime elezioni, da quelle del 2020 al voto di midterm nel novembre dell’anno scorso. Fino a poco tempo fa i Democratici consideravano quella fascia di americani la loro cassaforte di voti, ma non sembra più così. Nel 2019, il 39 per cento degli intervistati al sondaggio Harvard Youth Poll si definiva democratico. Adesso la percentuale è scesa al 35 per cento, mentre la quota dei giovani elettori che si identificano come “indipendenti” o “non legati a un partito” è passato dal 36 per cento del 2019 al 40 per cento di adesso. È proprio questo smottamento di punti percentuali, quattro, da una parte all’altra, a segnare un’inversione di tendenza e ad aver fatto scattare un primo allarme tra i progressisti. Tra sentirsi democratici e diventare indipendenti non è un passaggio marginale. Il quattro per cento equivale a milioni di voti. Questo non significa, secondo Della Volpe, che i giovani americani si sentano “meno democratici”, ma il contrario: si considerano molto più progressisti di chi li rappresenta. Questo potrebbe produrre una disaffezione di cui tenere conto. Coloro che dicono che andranno “sicuramente” a votare nel 2024, per l’elezione del presidente degli Stati Uniti, rappresentano il 51 per cento degli intervistati. Nel 2020, l’anno delle precedenti elezioni presidenziali, erano il 55 per cento. Tre anni fa furono proprio i giovani a spingere alla Casa Bianca il candidato democratico Joe Biden: il 61 per cento degli elettori tra i 18 e i 29 anni voto’ per lui. Il punto, adesso, e’ capire quanti di quella percentuale saranno disposti a ripetersi il prossimo anno.

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