Anche ATTIVANZA era presente al Forum dell’Altra Cernobbio dello scorso 5 e 6 settembre, promosso da Sbilanciamoci! e Rete Italiana Pace e Disarmo, per dire NO al riarmo e alle spese militari dell’Unione Europea e dell’Italia e affermare la via della pace, dell’economia civile e sostenibile che promuova i diritti e il benessere dei cittadini e delle cittadine, la giustizia sociale, l’eguaglianza.
Due giorni intensi di confronto approfondito e costruttivo a cui hanno partecipato oltre 250 rappresentanti di associazioni e 40 relatori esponenti dei movimenti per la pace, delle organizzazioni della società civile, del mondo del lavoro, di formazioni partitiche: con il pensiero e i cuori rivolti alla popolazione di Gaza e ucraina, e in generale a tutte le vittime degli oltre 50 conflitti armati che devastano il nostro pianeta (guerre “dimenticate” e oscurate dalla politica, dai governi, dai mezzi di informazione), si è parlato di diritto alla salute, di welfare, di lavoro, di clima e ambiente. Con un commovente collegamento finale con la Global Sumud Flotilla in procinto di partire per portare aiuti umanitari a Gaza.
Come riporta il comunicato del comitato organizzatore, “… la scelta del riarmo porta alla guerra, all’economia di guerra, impone la legge del più forte distruggendo il sistema del diritto internazionale. Il governo europeo, il governo italiano, scegliendo la strada del riarmo, imposta dalla nuova amministrazione americana, di fatto ed in modo irresponsabile si stanno preparando alla guerra abbandonando lo spirito ed i valori fondanti della Carta delle Nazioni Unite, del Trattato di Lisbona e della Costituzione Italiana. Un salto nel buio, una folle corsa verso la terza guerra mondiale, nucleare. Un sistema di difesa comune deve essere capace di produrre sicurezza comune dentro un quadro di una politica estera di cooperazione, di pace e di sicurezza comune. Una politica proiettata contro le diseguaglianze, la povertà, le discriminazioni dei migranti. Una politica per un’ economia disarmata per un modello di sviluppo sostenibile con il passaggio dal fossile alle rinnovabili. Gli strumenti di questa politica sono la diplomazia (dei governi e dei popoli), la cooperazione e la solidarietà internazionale, l’abbattimento delle barriere e la lotta contro i nazionalismi identitari. Inoltre, anziché pensare a un contributo concreto dell’Europa a percorsi di sicurezza comune, l’impegno assunto di portare la spesa militare al 5%, sottrae risorse – che già sono inadeguate – alle scuole, agli ospedali, al lavoro, all’ambiente, a quello di cui hanno veramente bisogno i cittadini e le cittadine: il diritto alla salute, all’istruzione, ad un lavoro sicuro e tutelato, per vivere in un pianeta non più malato e prossimo al collasso, per vedere attuato il primo articolo della Costituzione Italiana: una Repubblica fondata sul lavoro.”
Nel documento finale del Forum, “Per un’Italia e un’Europa non violente”, vengono definiti gli impegni assunti e le prossime iniziative condivise: impegno unitario per politiche di pace – concrete e attive – di solidarietà internazionale, di promozione della riconversione dell’industria militare, della promozione del servizio civile, della cultura della nonviolenza e della disobbedienza civile; supporto alle campagne contro il riarmo in Italia (Ferma il Riarmo) e in Europa (Stop Rearm Europe); mobilitazione per la campagna per la difesa civile e nonviolenta; partecipazione alla Marcia di Perugia e successiva promozione degli “Stati generali del pacifismo italiano”; lancio di una vasta mobilitazione nel paese contro l’aumento delle spese militari in occasione della discussione della legge di bilancio.
Per tutti i dettagli: https://sbilanciamoci.info/per-unitalia-e-uneuropa-non-violente/