Politics4Her
Politics4Her (P4H) è una ONG femminista intersezionale e interculturale, guidata esclusivamente da donne accomunate dalla passione per l’attivismo digitale e la trasformazione sociale. Immagina uno spazio dove la prospettiva femminile viene supportata e promossa ogni giorno, dove la diversità linguistica e culturale è il motore di ogni azione. Politics4Her è nata dal sogno di questo spazio, sette anni fa, e continua a crescere ed evolversi giorno dopo giorno. Oggi le donne che fanno parte del nostro network risiedono in 34 paesi diversi, e collaborano da ogni angolo del mondo per supportare e amplificare le voci sistematicamente spente o ignorate. In Italia, l’hub europeo lavora quotidianamente per promuovere pratiche decoloniali, proteggere i diritti delle minoranze, e facilitare la partecipazione attiva di donne e ragazze ad ogni livello della società. In un contesto italiano di crescente difficoltà e oppressione, è più che mai urgente fare rete e lavorare insieme per unire donne, ragazze e minoranze in un ambiente organizzato, capace di esprimere l’enorme potenziale del loro contributo alla comunità.
Consulta il sito: https://www.politics4her.com/
Per iniziare a lavorare insieme verso questo obiettivo comune, è possibile scrivere all’ indirizzo email politics4her.eu@gmail.com o contattare la nostra referente italiana Benedetta Castellaro via social.
Anche Politics4Her si è espressa sulla proposta di Direttiva della Commissione per il contrasto alla violenza sulle donne.
“L’8 marzo 2022, la Commissione Europea ha presentato una proposta di Direttiva per contrastare la violenza contro le donne, con l’obiettivo di garantire un livello minimo di protezione in tutta l’Unione Europea. Tra le proposte più significative, l’articolo 5 del testo definiva il reato di stupro come “sesso non consensuale”, eliminando la necessità per le vittime di fornire prove di violenza, minacce e coercizione in caso di denuncia. Tale modifica si basava sul principio fondamentale del “solo sì significa sì”, in linea con la Convenzione di Istanbul ratificata dall’UE nel 2023. Tuttavia, diversi paesi hanno sollevato obiezioni riguardo all’integrazione di questa definizione nel testo, dichiarando di preferire una formulazione meno generica. Dopo lunghi mesi di trattative, 14 Stati membri hanno respinto la proposta iniziale, richiedendo sostanziali modifiche nel testo definitivo della Direttiva. Nel documento approvato a febbraio 2024, l’articolo 5 è stato eliminato, così come diversi altri elementi presenti nella bozza iniziale, tra cui la definizione di molestie sessuali sul posto di lavoro, il grado di penalizzazione della violenza informatica e della diffusione non consensuale di contenuti sessualmente espliciti, e l’addestramento delle autorità giudiziarie in materia di violenza di genere. La versione finale della Direttiva rappresenta un arretramento nei diritti delle donne, e complica ulteriormente l’accesso alla giustizia per coloro che hanno subito crimini legati al genere. Negare che il sesso senza consenso costituisca stupro, infatti, implica attribuire alle donne la responsabilità di dimostrare la coercizione e la resistenza, un aspetto che va contro i principi di giustizia e uguaglianza. Inoltre, la direttiva pecca per mancata intersezionalità: infatti, non prende in considerazione una delle più diffuse violazioni dei diritti umani femminili, ovvero la sterilizzazione forzata di donne e ragazze disabili e di persone intersessuali. Politics4Her sottolinea l’urgente necessità di implementare un approccio più attento e inclusivo, al fine di garantire efficacemente la protezione delle vittime di violenza di genere in Europa. Affinché questo avvenga, è fondamentale un impegno coordinato a livello sociale, politico e istituzionale”.